Progetto Martha Argerich

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Opere

Maurice Ravel

Sonata per violino e pianoforte

 

La gestazione della Sonata in Sol maggiore per violino e pianoforte di Maurice Ravel fu lunga e laboriosa. I primi abbozzi risalgono al 1923, ma la stesura definitiva fu portata a termine solo nel 1927, dopo numerosi ripensamenti. In quest’opera Ravel tenta di evidenziare al massimo l’indipendenza delle parti del violino e del pianoforte (“due strumenti essenzialmente incompatibili”, secondo le sue stesse parole), in modo da dare l’impressione che ciascuno strumento suoni solo per sé, se non contro l’altro. Articolata in tre movimenti, la Sonata si apre con un sereno Allegretto, di tono vagamente pastorale. Il secondo tempo, Blues, moderato, rivela l’interesse che Ravel mostrava allora per il jazz. L’incipit del brano, tra l’altro, ricorda la popolarissima Summertime di Gershwin (che però fu scritta diversi anni dopo), mescolando poi con finissima ironia elementi di scrittura jazzistica e moduli melodici del più consunto tardo-romanticismo. Il terzo ed ultimo movimento, Perpetuum mobile, è invece un vero e proprio moto perpetuo di contenuto strepitosamente virtuosistico.

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1. Allegretto
2. Blues (Moderato)
3. Perpetuum mobile (Allegro)

Musicisti

Serata