Progetto Martha Argerich

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Opere

Franz Schubert

Sonata in la min. D. 821 «Arpeggione»

 

L’arpeggione è uno di quegli strumenti mancati di cui oggi nessuno ricorderebbe neppure l’esistenza se Franz Schubert, sempre pronto a farsi paladino delle cause perdute, non gli avesse dedicato una sonata. Lo strumento, inventato a Vienna nel 1823 dal liutaio Staufer, poteva essere considerato come un derivato della viola da gamba. Aveva le dimensioni di un violoncello ed era munito di sei corde e di una tastiera simile a quella della chitarra. Il successo non gli arrise e il violoncellista Vincenz Schuster, che si era assunto il compito di propagandarlo presso il pubblico viennese, pensò bene di commissionare una composizione a Franz Schubert, nella speranza che il talento del compositore potesse raddrizzare la vacillante popolarità dello strumento; ma il talento di Schubert non bastò certo a salvare l’arpeggione da un destino che era già segnato in partenza. Oggi la sonata schubertiana è entrata stabilmente nel repertorio dei violoncellisti.

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