Progetto Martha Argerich

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Opere

Johannes Brahms

Quartetto n. 2 in la maggiore per pianoforte, violino, viola, violoncello op. 26

 

Nel 1861, dopo l’insuccesso patito al concorso per il posto di direttore della Società Filarmonica di Amburgo, Johannes Brahms si dedicò attivamente alla composizione di due opere cameristiche importanti, i Quartetti con pianoforte op. 25 e op. 26; molti anni dopo, parlando di questi due lavori, Brahms ebbe a definirli come le sue opere migliori. Il Quartetto n. 2 in La maggiore op. 26 , portato a termine nell’ottobre del 1861, è il più ampio dei tre quartetti con pianoforte brahmsiani. Il primo movimento, Allegro non troppo, è riccamente elaborato a partire da tre differenti temi enunciati nell’esposizione. Ad esso segue un Poco Adagio in Mi maggiore, autentico cuore emotivo dell’opera, una pagina ricca di una calda inflessione melodica. Lo Scherzo, Poco Allegro, sembra invece occhieggiare a Schubert (un compositore molto amato da Brahms), laddove il finale, Allegro, alla breve, in forma di rondò, cerca di ricreare – ma con minor effetto complessivo – un’atmosfera caratteristica analoga a quella del Rondò alla zingarese che conclude il Quartetto op. 25.

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1. Allegro non troppo
2. Poco adagio
3. Scherzo. Poco allegro
4. Finale. Allegro

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Serata