Progetto Martha Argerich

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Opere

Béla Bartok

Rapsodia per violino e pianoforte n. 1 Sz 86

 

Nato in un villaggio della Transilvania, in una zona abitata da una consistente minoranza rumena, Bartok poté entrare in contatto diretto, negli anni della sua gioventù, con quegli esecutori popolari, specialmente violinisti d’origine tzigana, che giravano per i villaggi e che proponevano una musica d’origine composita, caratterizzata da moduli esecutivi di estrema libertà ritmica e melodica. Così, se il violino viene ad essere da un lato il protagonista di opere tra le più complesse e ardue del compositore – come ad esempio le due Sonate per violino e pianoforte - esso costituisce anche, in alcuni lavori, lo strumento evocatore di un linguaggio musicale più disteso e cantabile, per l’appunto di derivazione tzigana. A questo secondo ambito creativo appartengono le due Rapsodie per violino e pianoforte, composte nel 1928, formate entrambe da un movimento lento introduttivo, di carattere languoroso ed estemporaneo, seguito da un tempo di danza più vivace. La maggior parte del materiale tematico è desunto dal patrimonio folclorico rumeno, anche se non mancano riferimenti alla musica magiara. La Rapsodia n. 1 in Sol minore, oggi in programma, fu dedicata da Bartok all’amico violinista Joseph Szigeti, con il quale il compositore suonò anche frequentemente in duo.

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1. Moderato (Lassù)
2. Allegretto moderato (Friss)

Musicisti

Serata