Progetto Martha Argerich

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Opere

Franz Liszt

Malédiction, per pianoforte e archi in mi minore S121

 

Il Concerto in Mi minore per pianoforte e archi è noto generalmente col sottotitolo di Malédiction, anche se Liszt, in realtà, usò questo “motto” esclusivamente per il motivo d’apertura del concerto, e non per l’opera nella sua totalità. Si tratta, in ogni caso, di uno dei lavori più originali e potenti del compositore ungherese, che per oltre un secolo era stato dimenticato e la cui ricostruzione è stata frutto di un complesso e difficile lavoro musicologico, che ha riunito e collazionato parti dell’opera disperse in varie biblioteche europee. Il Concerto fu iniziato da Liszt verso il 1833, all’incirca nello stesso periodo in cui furono stesi i primi abbozzi dei Concerti nn. 1 e 2, ma, a differenza di quelli, non fu mai più sottoposto ad alcuna revisione successiva in vista della pubblicazione. Dal punto di vista formale, il lavoro presenta diverse analogie con il Concerto n.2, essendo concepito come un ampio Allegro da concerto con movimento lento incorporato e, al suo interno, numerose digressioni di tipo recitativo ed una grande Coda finale a guisa di Scherzo.

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