Progetto Martha Argerich

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Opere

Ludwig van Beethoven

Sonata in mi bemolle maggiore op. 27 n. 1 "quasi una fantasia"

 

Le due Sonate quasi una Fantasia op. 27 nn. 1 e 2 furono pubblicate per la prima volta dall’editore Cappi di Vienna nel marzo del 1802. Dando loro questo titolo, Beethoven volle mettere bene in chiaro che si trattava di opere che esorbitavano dagli schemi formali tradizionali, e che non rispondevano dunque ai moduli sonatistici correnti. L’eterodossia formale, tuttavia, è assai più evidente nella Sonata n. 1 in Mi bemolle maggiore, dedicata alla principessa Liechtenstein, che nella Sonata n. 2 in Do diesis minore, la celebre “Al chiaro di luna” (il titolo non è di Beethoven, ma è opera dello scrittore berlinese Ludwig Rellstab), dedicata a Giulietta Guicciardi. Nella Sonata op. 27 n. 1 i quattro brevi movimenti si susseguono senza soluzione di continuità. Un breve Andante iniziale sfocia in un rapido Scherzo (Allegro molto vivace), corredato dal canonico Trio. Questo trapassa a sua volta in un Adagio con espressione di sole 24 battute, che sembra anticipare nella tematica il movimento lento del Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra. Il movimento conclusivo è invece uno svelto Allegro vivace in 2/4.

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1. Andante
2. Allegro molto e vivace
3. Adagio con espressione
4. Allegro vivace - Presto

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Serata