Progetto Martha Argerich

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Opere

Ernest Bloch

Schelomo, per violoncello e orchestra

 

Bloch scrisse la sua opera più famosa Schelomo, in poco più di un mese e mezzo, nel 1916. Per molto tempo, aveva pensato alla possibilità di mettere in musica alcuni brani dell’Ecclesiaste, attribuito a re Salomone, ma la sua scarsa conoscenza dell’ebraico gli suggerì di creare una composizione esclusivamente strumentale, in cui al solista – un violoncello – fosse affidata l’espressione dei pensieri e delle riflessioni più amare contenute nel testo biblico. Nacque così Schelomo, l’ampia rapsodia di forma tripartita, dominata da uno spirito di amara consapevolezza, cui potrebbero fare da motto le parole di Re Salomone, più volte ripetute nell’Ecclesiaste, “tutto è vanità”. Come lo stesso Bloch ebbe a scrivere, “quasi tutte le mie opere, per quanto tetre possano essere, si concludono in modo ottimistico, o per lo meno con un barlume di speranza. Questa è l’unica a terminare con una negazione completa: ma le circostanze lo richiedono”.

Lento moderato – Andante moderato – Allegro moderato – Allegro – Adante moderato

Musicisti

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