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Frequentando la pietra

In una stalla, al posto della mangiatoia ci sono due proiettori. Sul muro scorrono le immagini dei video creati da Maya Rochat, artista romanda, e da Tiago Coelho, fotografo brasiliano. Siamo al Verzasca Foto Festival.

Cult+ Maya Rochat - Tiago Coelho

Credits: Claudia Quadri - Gioele di Stefano

Sui muri delle case di sasso, nei prati, in una cascina: il Verzasca Foto Festival ha portato a Sonogno, villaggio di montagna, la fotografia contemporanea. Molti i fotografi ospiti, molte le nazionalità presenti, uno il tema: natura e visioni. Qualche esempio? Maya Rochat è una giovane artista svizzera che mescola fotografia, pittura e video. Le sue opere sono “immersioni visive” che lasciano spazio alla fantasia e alle sensazioni dello spettatore. Tiago Coelho, di Porto Alegre, è legato alla fotografia documentaristica. Dotato di grande empatia, fotografa principalmente persone. Chiamati dal Festival per una “residenza artistica” entrambi hanno passato un mese in Val Verzasca. Se volete sapere di più sul loro lavoro, potete senz’altro andare a Sonogno. Oppure, guardare il servizio di Cult+. O, meglio ancora, potete fare entrambe le cose!

«Cambiamenti climatici e disastri ambientali»

La Nera di Verzasca è un razza di capra, rustica e gagliarda. Ma è anche il premio attribuito annualmente dal Verzasca Foto Festival ad un fotografo. Nel 2016 questo riconoscimento è andato alla fotografa inglese Melanie Eclare.

La serie premiata si intitola “After the fire” – dopo il fuoco, dopo l’incendio. Le immagini sono state scattate nel nord della California, dove nel settembre del 2015 un incendio - seguito a un lungo periodo di siccità - ha devastato i luoghi lasciando una traccia profonda anche nelle persone. Una serie con cui la fotografa vuole portare la sua testimonianza sui cambiamenti climatici in corso. Scopri la serie di Melanie Eclare sul suo sito web.

Anche se muove i suoi primi passi, il Verzasca Foto Festival è gagliardo e intraprendente come la Nera di Verzasca e convince per le sue scelte: tra i fotografi presenti a Sonogno fino al 1. novembre, ci sono anche lo svizzero Yann Gross, la spagnola Bego Anton e la svizzera Ester Vonplon. Molto presto Cult+ dedicherà un servizio a questi fotografi e fotografe così differenti tra loro, ma tutti significativi. Un assaggio?