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L’amore universale ai raggi x

Sull’Arca di Noè di Matteo Emery gli animali hanno ossa e malattie umane

Cult+ Matteo Emery

Credits: Credits: Stefano Roncoroni – Gioele Di Stefano

Matteo Emery è un artista ticinese con una lunga carriera alle spalle. Figlio d’arte, il padre era il pittore Sergio, da decenni Emery cerca di capire “chi siamo?” e “cosa siamo al mondo a fare?”.  Per farlo, con la sua arte ricrea ciò che gli esseri viventi hanno dentro: non i sentimenti ma le ossa, le viscere, gli organi.

Oggi, la sua arte comincia con un ago e con un filo. Matteo Emery cuce assieme pezzi di radiografie umane e animali. Lo fa ad occhi chiusi, senza badare troppo alla perfezione della sua sutura artistica. In realtà, le palpebre chiuse servono a guardare molto lontano, verso qualcosa di universale, verso una realtà dove non ci sono più confini fra gli esseri viventi, animali o umani che siano.

«Arte per sconfiggere la morte e raggiungere l’universo»

Bianca è stato il primo cane di Matteo Emery. Si è ammalata e poi è morta. Matteo l’ha fatta “rivivere” in una sua opera. Cucendo assieme pezzi di radiografie.

L’esposizione di Matteo Emery a Lugano si chiama “Occhi chiusi”. Tutte le sue nuove opere cominciano cucendo pezzi di radiografie ad occhi chiusi: c’è il rischio di pungersi, di sbagliare, ma solo chiudendo gli occhi si può vedere davvero l’universo.

«Arte per diffondere amore, non per uccidere!»

La maggior parte delle opere di Emery danno inquietudine e scavano nei lati più cupi del nostro vivere. Ma alcune mettono allegria, ci sparano addosso voglia di amare o, addirittura, di far l’amore. " Love pressure" è una serie di macchine per spargere ferormoni in tutto il mondo.

«Arte per viaggiare dentro il corpo umano»

Il viaggio di Matteo Emery all’interno del corpo umano non nasce oggi. I lavori con le radiografie sono solo una tappa di un lungo percorso iniziato 30 anni fa.  Se siete curiosi di vedere come un artista vede le sue cellule, i suoi organi, il suo sangue e le sue ossa, guardatevi questo condensato di un ritratto che Cult tv aveva dedicato a Emery nel 2012.