Craigie Horsfield, Above the Bay of Naples from Via Partenope, 2012

Craigie Horsfield

Del presente profondo, sul limitare fra le arti

di Sandra Sain

Cosa vuol dire vivere a fondo il proprio tempo? Partendo dal presupposto che non se ne può vivere un altro (almeno fino a quando i tanto sognati viaggi nel tempo non saranno realtà) questa formula retorica fa riferimento ad una sorta di engagement, sia esso civile, politico o spirituale, e quindi decisamente più personale.
Un impegno a non lasciar scorrere i giorni indifferenziati, privi di progettualità e di consapevolezza.
Al MASI di Lugano è in corso (sino al prossimo 2 luglio) la mostra di fotografie di Craigie Horsfield intitolata Of the deep present (Del presente profondo). L’artista britannico sviluppa, sin dagli anni ’80, una attenta riflessione sullo statuto della fotografia che lo porta a lavorare sul limitare tra le arti, creando opere che sono il frutto dell’incontro tra tecniche e tradizioni diverse, foto che richiamano alla mente le tele di Hieronymus Bosch, olii fiamminghi e secenteschi, e che si traducono in affreschi e arazzi.

 

 

Il bellissimo catalogo che accompagna l’esposizione pone per questo spesso e giustamente a confronto le opere in mostra con opere del passato: ecco che una natura morta (Five Peonias. Via Chiatamone, Naples, May 2010), realizzata con una stampa su una tavola preparata con gesso e cera, viene accostata a una natura morta di Henri Fantin-Latour, portando alla luce la continuità con il lavoro del pittore francese del tardo Ottocento e al contempo la distanza, compositiva, tecnica ed emotiva, tra le due opere.
Per preparare questa esposizione luganese, Horsfield ha soggiornato diverso tempo in città e ha incontrato delle persone che qui vivono e lavorano, componendo una serie di ritratti scattati con luce naturale, stampati su carta spessa e granulosa da acquerello e ottenendo un risultato intenso e commovente in cui le figure emergono dal fondo come nei ritratti del Rinascimento fiammingo. Nel presentare questa serie, che non mancherà di attirare l’attenzione e la curiosità del pubblico, il fotografo ha parlato di “dare tempo e profonda attenzione al mondo e agli altri, e a un presente profondo”.
Ecco quindi che il presente si svela nella sua paradossale ambiguità fatta di immersione totale nella vita che ci circonda, nel fuggevole hic et nunc, conservando la memoria di quanto ci ha preceduti con però lo sguardo proteso in avanti. Essere profondamente nel presente è essere mobili nel tempo, tenere un piede nel passato e prepararsi al balzo.