Gillo 107

Laureato in medicina e psichiatria, pittore, critico d’arte, massmediologo e dottore in estetica

Quando assisto alla facilità vertiginosa con cui degli adolescenti, anzi dei bambini, si impadroniscono di nuovi gadget, della maestrìa con cui manovrano i tasti, i pulsanti, deputati alle più complesse operazioni, mi chiedo fino a che punto questa immane espansione delle conoscenze segnaletiche e informative vada a scapito dei faticosi sentieri della memoria e di quelli - un tempo beati - della fantasia creatrice.

Nato a Trieste il 12 aprile nel 1910 da padre goriziano e madre genovese, Angelo Dorfles - detto Gillo - trascorre l'infanzia a Genova, l'adolescenza a Trieste - città in cui frequenta il liceo classico - e la giovinezza tra Milano, Roma e Pavia, conseguendo la laurea in medicina con specializzazione in psichiatria.

Libero docente e poi ordinario di estetica presso le università di Milano, Trieste e Cagliari, a partire dagli Trenta svolge un'intensa attività di critica d'arte e saggistica. Nel 1934 si reca a Dornach per seguire una serie di conferenze di ambito steineriano al Goetheanum; contemporaneamente inizia a dipingere, realizzando numerose tele influenzate dall'ambiente antroposofico.

 

Nel primo dopoguerra fonda con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet il MAC (Movimento Arte Concreta): movimento che propugna la ricerca di una purezza formale e di un nuovo internazionalismo estetico.

Fino alla fine degli anni Cinquanta insieme ai colleghi del MAC partecipa alle mostre del gruppo in Italia e all'estero, accompagnando i propri interventi pittorici con una vivace attività teorica. Successivamente abbandona temporaneamente l'attività pittorica e si dedica agli studi di estetica e all'esercizio della critica d'arte, interessandosi al problema dell'avanguardia, al rapporto fra arte e industria e al fenomeno del gusto nella civiltà contemporanea.

 

Critico d’arte attento, colto e sofisticato, Gillo Dorfles indaga come nessun altro gli sviluppi delle estetiche contemporanee. Gli oltre trenta volumi pubblicati ne offrono ampia testimoninaza: da Il divenire delle arti  a Le oscillazioni del gusto, da Il Kitsch a Nuovi riti nuovi miti, per non dimenticare L'intervallo perduto. Nelle sue indagini Dorfles si sofferma sovente ad analizzare l’aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali, facendo ricorso anche agli strumenti della linguistica.

Nel 2010 viene pubblicato Irritazioni - Un'analisi del costume contemporaneo uscito nella collana Le navi. Gillo cataloga le sue insofferenze nei confronti della nostra mostruosa ipermodernità, mantenendo sempre uno spirito di osservazione sottile e pungente. Sempre nel 2010, in occasione dei suoi 100 anni, Comunicarte Edizioni pubblica 99+1 risposte di Gillo Dorfles, un'intervista attraverso la quale il critico ripercorre la sua vita fatta di straordinari incontri.

 

Gillo è un uomo schivo e riservato, a cui non piace parlare di sé, vive a Milano e continua ad osservare il mondo con uno sguardo attento e irconico di chi ha più di cento anni sulle spalle. Nel 2016, viene pubblicato Gli artisti che ho incontrato, un'antologia completa dei suoi scritti dal 1930 al 2015; questo volume offre al lettore l'opportunità di scegliere con facilità un approfondimento sui lavori dell'artista di affezione nell'ottica competente di un grande critico.