Valeria Golino (keystone)

Valeria Golino

L'attrice e regista parla di sé e del suo lavoro

di Marco Zucchi

Se bisogna identificare una voce di L'immagine e la parola (parte della Primavera locarnese) non può essere che la sua, anche perché il co-curatore della manifestazione, lo scrittore Emmanuel Carrère, lo ha detto subito: fare arrivare Valeria Golino e farle leggere un pezzetto del suo nuovo libro Il regno era un'idea intrigante.

L'attrice è apparsa in Rainman, Hot Shots!, Frida, Respiro, solo per citare alcuni dei più noti, ma anche nei recentissimi Il capitale umano, Il nome del figlio e Il ragazzo invisibile. Nel frattempo da qualche anno è diventata anche regista. Il suo primo lungometraggio Miele, del 2013, è stato presentato a Cannes.

Iniziamo con qualche considerazione sul cinema italiano. Guardando i film di Virzì, Archibugi e Salvatores ai quali ha partecipato, sembra meno in crisi di quel che si usa dire:

Al momento è impegnata sia sul fronte attoriale che in ambito produttivo:

Ha in previsione di tornare presto anche a fare la regista?

Carrère, come film di chiusura della manifestazione locarnese, ha scelto proprio Miele, l'esordio registico del 2013, che testimonia una grande voglia di fare cinema d'autore.

 

 

Sempre domenica 22 marzo, nel pomeriggio, al Monte Verità di Ascona è andata in scena la lettura a due con un formato molto particolare, che prevedeva venti minuti in francese di Carrère, poi venti minuti in italiano della Golino. Entrambi alle prese con l'incipit dell'ultimo libro dello scrittore francese. Una sveglia a interrompere le performance, anche a metà frase.

 

Un suo commento autoironico sulla scelta di Carrère di farla leggere.

E invece uno più serio sulla stima che prova nei confronti dello scrittore.

 

Sorrentino, Martone, il napoletano "adottivo" Garrone, lei stessa: è un po' come dire "Partenopewood"

 

 

L'abbiamo sollecitata anche su uno dei temi sorti durante la discussione pubblica tra Carrère e l'altro ospite della manifetazione, Pawel Pawlikowski. Carrère come emblema degli autori che mettono in scena se stessi in prima persona nelle loro opere, Pawlikowksi totalmente su un altra posizione, quella di chi si tiene fuori dalla narrazione:

 

Infine anche qualche domanda su alcuni ruoli che sono entrati nel cuore del pubblico. Uno di questi, forse perché venato di comicità demenziale, è Hot Shots!

Un altro è il ruolo che l'ha messa sulla cartina geografica di Hollywood: quello della ragazza di Tom Cruise in Rainman, al fianco di Dustin Hoffman.