Vladimir Ashkenazy

Armonia - 1° dicembre 2016

Vladimir Ashkenazy - Evgeny Kissin

GIOVEDÌ 1. DICEMBRE 2016
ORE 20.30

 

Orchestra della Svizzera italiana

Direttore
Vladimir Ashkenazy

Solista
Evgeny Kissin pianoforte

 

Ludwig van Beethoven
Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do minore
Sinfonia n. 1 in do maggiore

 

Concerto di Gala della CORSI

 

Beethoven, insieme e oltre ai Modelli.

La discesa del trentenne Ludwig van Beethoven nell’arena sinfonica che era stata illuminata a Vienna da W. A. Mozart e F. J. Haydn con la prima “Grande Symphonie” (il titolo era in francese) fu ben ponderata, e seguì di circa otto anni il debutto nel genere del concerto per pianoforte. 

Il terzo concerto vide la luce, con lentezza, fra il 1800 e il 1802. Beethoven lo dedicò al principe Luigi Ferdinando di Prussia, suo grande ammiratore e pianista accanito (morirà tre anni più tardi a Saalfeld in Turingia, sconfitto e ucciso dal maresciallo di Napoleone, Jean Lannes). Fu eseguito per la prima volta nel 1803, al Theater an der Wien, solista l’Autore, che ebbe qualche difficoltà, stante la non completezza dello spartito e gli incipienti problemi di sordità (Beethoven affiderà le successive esecuzioni al fido allievo Ferdinand Ries). Il Terzo «rappresenta un notevole progresso rispetto ai precedenti, e divenne il modello formale del concerto classico-romantico per il secolo diciannovesimo [tripartito: Allegro con brio – Largo – Rondò: Allegro]: è il primo tentativo di esprimere qualcosa che travalichi uno spirito o una ricercatezza puramente esteriori, per avviarsi verso l’oratoria drammatica» (Maynard Solomon). Anche chi sente troppo l’ombra di Mozart concorda nel salto di qualità compiuto nel Largo, brano affascinante come una scena vocale e strumentato con raffinata preziosità.

«Una produzione gloriosa», annunciava l’Allgemeine Musicalische Zeitung riguardo alla Prima sinfonia, «ma in fondo si tratta di Haydn, spinto dalla bizzarria fino alla caricatura». La sera del battesimo (Burgtheater di Vienna, 2 aprile 1800), Beethoven si presentò davanti ad Haydn in persona con la prima sinfonia («molta arte, novità e ricchezza d’idee; i fiati erano troppo impiegati in modo che sembrava più musica militare che un insieme orchestrale»), mostrandosi anche nelle vesti di pianista-improvvisatore e direttore. In segno di omaggio incluse una sinfonia di Mozart e un’aria e un duetto dalla Creazione del venerato Maestro. Tutto ciò ha spinto i commentatori ottocenteschi a sottolineare troppo una dipendenza dai due modelli. Mozart è presente nella dedica al mecenate-musicofilo e influente funzionario, il barone van Swieten, consigliere intimo e bibliotecario di Sua Maestà Imperial-regia. Certo l’introduzione lenta al primo movimento, l’ostinato dei timpani nell’Andante, la spigliata giocosità del Finale, alludono al mondo espressivo di Haydn e ne sono ulteriore segno di rispetto. La novità è il Minuetto, presago del futuro Scherzo; «di una freschezza, di una agilità e di una grazia squisita», scriveva Hector Berlioz.

Giovanni Gavazzeni

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