Markus Poschner

Armonia - 6 aprile 2017

Markus Poschner - Vadim Gluzman

GIOVEDÌ 6 APRILE 2017
ORE 20.30 - in diretta su Rete Due

 

Orchestra della Svizzera italiana

Direttore
Markus Poschner

Solista
Vadim Gluzman violino

 

Sergej Prokof‘ev
Sinfonia n. 1 in re maggiore Classica
Concerto per violino e orchestra n. 1 in re maggiore

Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 41 in do maggiore Jupiter

 

L’omaggio di Prokof’ev a Mozart.

Cent’anni fa. Febbraio 1917. «Domenica correvano voci di seri disordini e scontri a fuoco, ma i giornali rimasero in silenzio. Ho lavorato al Concerto per violino.» Mentre nelle strade di Pietroburgo era scoppiata la rivoluzione (il 2 marzo 1917 lo zar Nicola II veniva deposto e arrestato e il 3 aprile arrivava Lenin), Sergej Prokof’ev registrava nel suo diario il completamento di quel concerto “lirico, elegante, delicato e leggero”, i cui temi zampillavano nella sua fantasia fin dal ’13. Nello stesso tempo componeva la prima sinfonia nel rifugio estivo di Sablino, un verde «paradiso di pace, silenzio, sole, cielo» a cinquanta chilometri a sud est di Pietroburgo. Prokof’ev immaginava i commenti dei suoi detrattori («musicisti inclinati al classico - per me falsi classicisti») alla notizia che stesse scrivendo una sinfonia ‘Classica’: «Guarda, non lascia in pace nemmeno Mozart nella tomba e contamina le perle classiche con le sue orribili dissonanze». A chi lo considerava un estremista, Prokof’ev preparava una bella sorpresa: «vedranno che lo stile della mia Sinfonia è precisamente classicismo mozartiano. Il pubblico sarà contento di sentire musica non complicata che, naturalmente, applaudirà». Anche la previsione fu azzeccata, essendo la sinfonia in re maggiore rimasta la più popolare ed eseguita fra le sue sette. L’omaggio allo spirito di Mozart, autore che Prokof’ev aveva studiato molto ed eseguito come studente di pianoforte e di direzione d’orchestra al conservatorio di San Pietroburgo, è sottolineato dall’accostamento – questa sera – con il diamante della corona sinfonica mozartiana, la sinfonia Jupiter. Mozart nell’olimpica monumentalità della forma e nell’equilibrio magistrale fra armonia e contrappunto non dimenticava la semplicità, la leggerezza, la trasparenza. Cioè tutto quanto Prokof’ev aveva rievocato nella sua ‘Classica’. Mentre la sinfonia ebbe il suo battesimo, dopo la rivoluzione d’ottobre a Pietrogrado - subito ammirata da Stravinskij e Djagilev (che la fece suonare come intermezzo dei Balletti Russi a Londra), il concerto per violino dovette attendere sette anni dalla sua composizione. La madre di Prokof’ev, Marija Zhitkova, aveva salvato la partitura portandola con sé in Francia, quando raggiunse il figlio emigrato, nel ‘20. La “prima” avvenne a Parigi, nel ’23. Dirigeva il celebre direttore russo Sergej Kusevickij, solista «un povero violinista» (Marcel Darrieux). Per fortuna in sala c’era il gran violinista ungherese Joseph Szigeti che, compresa subito la bellezza del concerto, lo iniziò a suonare dappertutto, Russia bolscevica compresa.

Giovanni Gavazzeni

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