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Finalmente agosto

Cani e gatti fanno capolino sulle strade

di Mattia Cavadini

Comincia ai primi di agosto la grande disintossicazione. La Betoniera Ticino si ferma e smette di girare. L’edilizia va in vacanza e sulle strade si fa il vuoto. Niente più camion con sassi, ghiaia o inerti da scavo. Niente più collassi, paresi, paralisi e distrofie: la rete viaria suburbana cessa di essere congestionata, sembra anzi maggiorata, nella sua ampia distesa d’asfalto.

Senza l’edilizia, i villaggi assumono sane e languide abitudini che solo chi rimane può osservare: i gatti tornano a fare capolino sulle strade e i cani a tratteggiarle con graffiti. Mamme con bambini vanno in bici senza pensieri, improvvisamente liberi dall’assillo d’essere investiti. Attraversare le strade diventa un gioco da ragazzi. C’è chi, addirittura, azzarda qualche palleggio sulle strisce pedonali, lascia cadere la palla e la insegue imbambolato.


Propriamente parlando, senza la bulimia edilizia, che da decenni devasta il territorio (rimpiazzando il verde dei prati con il grigio cementizio, modificando la morfologia del paesaggio naturale, aggredendo le pendici dei monti), i villaggi si ammantano di un nuovo sole e l’aria si purifica.

Qualche vecchio, spaesato, pensa di essere regredito di decenni, inforca pantaloni di fustagno ed esce baldanzoso con gli intenti di un tempo, a sfogliare la vigna, a impilare cataste di legna per l’inverno… ma se ne torna sconsolato: al posto del vigneto c’è una proprietà per piani, 64 appartamenti vitrei, con le imposte abbassate, occhiaie vuote di gente esodata in vacanza, a riempire spiagge di cartacce, a sporcare l’acqua di ottani e a stravolgere il silenzio di valli incautamente accoglienti; al posto del bosco, c’è un percorso avventura, una pista per MBT e una slittovia.

Residenza per anziani "Al Vigneto" (Tenero)

 

Al vecchio, ai bimbi col pallone, alle mamme in bicicletta resta, in queste settimane d’agosto, una magra consolazione: la gioia di vivere alcuni giorni come se, per miracolo, fossero scampato alla malattia che ammorba la modernità: la frenesia del progresso e della speculazione, che non guarda in faccia a nulla, saccheggiando il paesaggio, sfracellando la bellezza (il tutto sotto gli occhi vigili della politica).

Godiamoci, dunque, questi giorni d’agosto, prima che la Betoniera Ticino non torni a girare. Abbiamo tre settimane, dopodiché le strade e i villaggi torneranno ad essere illuminati da fanali, lampioni e finestre luminose. Un’immane luce artificiale che nasconde una grande cecità, la cecità di un mondo che odia il silenzio, dentro e fuori di sé, come odia gli alberi o gli animali in libertà.