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Adriana Ramelli (1908-1996)

Adriana Ramelli

«... senza voler gareggiare con biblioteche specializzate, la nostra biblioteca dovrà supplire sempre più alla mancanza di una biblioteca universitaria nel nostro Cantone, arricchendo le sue raccolte di quelle opere che sono la base indispensabile di ogni studio compiuto con serietà… [affinché] non sia soltanto "un museo del passato e una palestra per i viventi, ma anche una seconda patria per tutti i cercatori della verità» (Adriana Ramelli , Discorso in occasione dell'inaugurazione della Biblioteca cantonale di Lugano (1942), (a cura di Franca Cleis), in "arte & storia", Edizioni Ticino Management, a. 2, n. 5, 97).

Attinente di Grancia, nata a Lugano/Paradiso il 22 aprile 1908, (il padre architetto e la madre, una Chiesa, milanese, pittrice), ha sempre abitato a Lugano, dove è morta il 4 marzo 1996. Dopo il Liceo cantonale, compie i suoi studi presso l'Università di Pavia, dove si laurea nel 1932, in lettere antiche, con la tesi Le fonti di Valerio Massimo, pubblicata nel 1936 nella rivista "Athenaeum" di Pavia. Dal 1931 è "aggiunta di direzione" alla Biblioteca cantonale di Lugano, che a quel tempo aveva la sua sede nel palazzo del Liceo di Lugano. Nel 1933 "fa pratica" presso la Biblioteca Nazionale di Berna, e nel 1941 è chiamata da Francesco Chiesa, a dirigere la Biblioteca cantonale che, nel 1942, verrà trasferita nel nuovo edificio (la sede attuale), progettata dagli arch. Carlo e Rino Tami, quest'ultimo amico fraterno della direttrice. Adriana Ramelli è la prima donna nel cantone Ticino ad assumere un incarico direttivo importante, e si avvalerà della preziosa collaborazione, in qualità di vice-direttrice, di Laura Gianella e di Ilse Schneiderfranken. Donna di ampie vedute, schiva e lungimirante, tutta impegnata in un servizio culturale "svolto con modestia signorile e con grande competenza", Adriana Ramelli fu sostenitrice dei diritti delle donne, e attiva in diverse associazioni femminili. Dovrà lasciare a malincuore, per pensionamento, la direzione della biblioteca nel giugno del 1973, e a chi le chiese in quel momento: "Che cosa intende fare il suo primo giorno di libertà?", rispose: "Io? tornerò in biblioteca!" Adriana Ramelli, con una scrittura chiara, a volte arguta, molto precisa e curata, ha avuto anche un'intensa produzione saggistica, occupandosi in particolare di tipografia, di grafica, e di storia patria e lombarda.

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