"Per la Donna"

La rubrica settimanale di Radio Monteceneri curata da Iva Cantoreggi dal 1955 al 1973
La trasmissione radiofonica «Per la donna» ha avuto un ruolo fondamentale nell’accellerare i tempi del dibattito attorno al voto alle donne, in un Paese già in ritardo rispetto al resto dell'Europa nel concedere tale diritto.

Le trasmissioni radiofoniche rivolte ad un pubblico femminile in Ticino sono strettamente legate alla storia sociale e politica del Cantone. Nel 1933, quando la RSI era ancora solo agli inizi del suo cammino con Radio Monteceneri, nella programmazione era previsto uno spazio bimestrale monotematico con il nome «Da donna a donna» che da quel momento non ha smesso di evolvere. Negli anni ‘40 la struttura del programma subisce le prime modifiche: si passa da trasmissioni in cui intervengono unicamente le conduttrici, a trasmissioni con più ospiti, vicine ai concetti di agorà o di forum, in cui vengono trattate tematiche legate allo spazio pubblico, allora riconducibile unicamente alla sfera maschile, dato che le donne non disponevano del diritto di voto. Durante il delicato periodo della II Guerra mondiale, malgrado l’ente radiofonico nazionale avesse perso la propria autonomia ricadendo sotto il controllo del governo, «Da donna a donna» continua ad andare in onda. Ribattezzata in quegli anni «Per la donna», la trasmissione viene condotta da nuove collaboratrici, Alma Bacciarini, Iva Cantoreggi, Alice Balmelli ed Elsa Franconi-Poretti. Nel 1955 Iva Cantoreggi, giornalista affermata e membro attivo di diverse associazioni femminili, diventa responsabile della rubrica. Il pubblico, composto non solamente da casalinghe, è numeroso e tutt’altro che passivo. Nel 1973, una volta ottenuto il diritto di voto e di eleggibilità per le donne, sia a livello cantonale (1969) che federale (1971), il programma viene eliminato dal palinsesto quando in sede di revisione dei programmi questo spazio veniva paragonato ad un ghetto.

«Per la donna» informava il pubblico su questioni che riguardavano l'insieme della società e non solamente su questioni impropriamente dette femminili e - fin quando è stato possibile - ha assunto un carattere di testimonianza: gli ospiti, molte personalità locali e gente comune, si prestavano al gioco, non solo per un semplice confronto ma anche per una questione di informazione civica, e intervenivano in diretta. Ha contribuito inoltre a creare un’identità collettiva: uno spazio pubblico, quello della trasmissione radiofonica, e un discorso pubblico, quello del suffragio femminile, che sono entrati in uno spazio privato, quello dell’ascoltatore - non solo femminile ma anche maschile - di chi cioè sarebbe andato a votare.

“Quando si iniziò a parlare di votazioni si chiesero direttive al dottor Stelio Molo. L’impegno si faceva politico. La radio, organismo pubblico, non ha da impegnarsi in difesa di tesi che potrebbero dividere o offendere l’opinione pubblica. I diritti civici delle donne erano uno di questi argomenti. Giurista e giornalista, il dottor Molo risolse il problema. Si trattava della rivendicazione di un diritto che suscitava polemiche. Se ne doveva dunque discutere apertamente, ma con equità, professionalità, ponendo a confronto le diverse tendenze, senza impartire lezioni a nessuno. (...) la trasmissione divenne un forum di discussioni tra uomini e donne, tra giovani ed anziani, tra fautori ed oppositori”. (L.Ruckstuhl, Il suffragio femminile in Svizzera. Storia di una conquista, Casagrande, Lugano, 1991)


(Sarah-Haye Aziz)

La trasmissione

Protezione del consumatore
Nel 1965 si costituì in Svizzera l’associazione svizzera dei consumatori e nel 1966 nacque il comitato ticinese.
Emma Degoli venne nominata presidente della prima federazione del Forum delle consumatrici.
Qui vengono illustrati gli scopi dell’associazione.
Attualità del lavoro a tempo parziale per la donna sposata
“Sentirsi più vive attraverso il lavoro, vi par cosa da poco in un’epoca in cui tutti vorrebbero lavorare di meno?”
Attorno a questa domanda si svolge il dibattito tra operaie con famiglie a carico e alcuni imprenditori ticinesi.
Quasi un giallo a Lugano: scomparsi gli archivi della “Società di donne”
E’ un vero giallo la scomparsa di un baule da una casa patrizia luganese, contenente i documenti di fondazione di questa utilissima Società. Fondata nel 1886, in via Canova, da un gruppo di donne volonterose, era una società di mutuo soccorso femminile che operava, in caso di necessità, in favore soprattutto di operaie e donne meno abbienti. In pratica, in caso di malattia, indigenza o maternità si provvedeva a versare un contributo alle socie, appartenenti a tutti i ceti sociali....
Tre minuti al mese per salvarvi la vita
Nel 1968 la Lega Ticinese contro il cancro lanciava la prima campagna di divulgazione sul territorio per lottare contro il tumore al seno, con conferenze e filmati. L’interesse suscitato da queste serate informative fu grande e inaspettato.
Intervengono alla trasmissione il dottor Athos Gallino ed Elda Marazzi, rispettivamente presidente e segretaria della Lega Ticinese contro il cancro e una ex paziente.
I problemi nazionali femminili: voto alla donna
Il 22 febbraio 1957, nella discussione sul suffragio femminile, il Consiglio Federale emanava un messaggio che può essere riassunto nel seguente motto: “La dignità della persona umana esige per principio l’uguaglianza dei sessi anche in materia di diritti politici”. Questo concetto animò una discussione molto appassionata attorno al tavolo radiofonico di Iva Cantoreggi.