LA SORGENTE DELL'AMORE (LA SOURCE DES FEMMES) |
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di Radu Mihaileanu, con Leïla Bekhti, Hafsia Herzi, Biyouna, Sabrina Ouazani, Hiam Abbass
(Francia, 2011)
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Già lo si andava dicendo ai tempi del suo esordio piuttosto noto, quello di UN TRENO PER VIVERE. Più che per il valore dello sguardo cinematografico, quello del franco-romeno Radu Mihaileaunu valeva per il coraggio nell'affrontare temi assolutamente civili: sui toni, quando gli riuscivano, del paradosso nel solco tradizionale dell’ironia yiddish. Il cinema reagendo all'opposto di certi nettari, non è che il trascorrere del tempo gli abbia particolarmente giovato. Ispirandosi alla Lisitrata di Aristofane, dove la protagonista invitava le donne alla sciopero del sesso per dissuadere i loro uomini alla guerra fra Atene e Sparta, gli autori hanno incollato lo schema alla causa ovviamente più che nobile del femminismo arabo. Con i maschi del villaggio che il sesso possono scordarselo: fino a quando non avranno trovato un mezzo per portare l'acqua in paese, senza obbligare le donne a risalire la montagna fino alla sorgente. Perché no: se non fosse per la ridondanza dei toni, la ricerca dell'effetto ad ogni costo, l'oleografica illustrazione, la recitazione legnosa e allusiva. Così ostinatamente dimostrativa, anche la generosità più indubbia arrischia ad ogni istante di fondersi nella caricatura. |
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Il film in Internet (Google)
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capolavoro
   
da vedere assolutamente
   
da vedere
   
da vedere eventualmente
   
da evitare
  
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