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Giorgio Gaber

Giorgio Gaber, un "italieno" in Svizzera

Monologhi, canzoni, interviste, testimonianze oltre confine del signor G.

Lui, come persona

Paolo Dal Bon ricorda Giorgio Gaber

Cercare la coincidenza fra l’uomo e l’artista è una tentazione forte, quasi irresistibile. Non sempre però dalla sovrapposizione di queste due “entità” emerge un profilo unico, coerente, privo di sfocature o di zone d’ombra.

Paolo Dal Bon, presidente dell’”Associazione culturale Giorgio Gaber”, e che dell’artista fu grande amico oltre che il più stretto collaboratore per più di vent’anni, ci svela come questa coincidenza, in Gaber, fosse netta, precisa, frutto di una coerenza che era anzitutto una forma di rispetto nei confronti degli altri. Ciò che implicava, da parte sua, l’esigenza di darsi - in scena così come nella quotidianità - con energia, impegno, generosità, serietà e rigore. “Io, come persona, ci sono ancora” cantava Gaber a metà degli anni ‘90, ribadendo una volta di più come l’ambizione di vegliare sul mondo non dovrebbe mai prescindere da una costante verifica su noi stessi.

Fonte: “Qualcuno era... Giorgio Gaber - 2. parte”, di Michela Daghini, Rete Due
Durata: 13’22''
Data: Gennaio 2004