La nostra Televisione sempre più spesso diffonde eventi sportivi internazionali, che possono essere visti su decine di altri canali, invece di partite, anche decisive, con squadre ticinesi. Ultimo episodio, la sera del 12 marzo, un Barcellona-Milan di Champions League invece di Zugo-Lugano dei playoff di hockey. Insomma, la RSI trascura gli interessi degli sportivi svizzeri italiani.
FALSO. Nel caso specifico vanno fatte due precisazioni: la partita fra Zugo e Lugano non era decisiva, poiché a quel momento il risultato complessivo della serie era di due vittorie per parte e, per passare il turno, una squadra deve vincere 4 incontri. Quanto a Barcellona-Milan, nessun canale italiano l’ha trasmessa in chiaro poiché i diritti della Champions appartengono a SKY.
Più in generale, nel pieno rispetto del suo ruolo di servizio pubblico, la RSI è particolarmente attenta alle esigenze dei telespettatori della Svizzera italiana, ma anche sempre pronta a intervenire per modificare la propria offerta di fronte alle contingenze imposte dalle circostanze o da eventuali vincoli contrattuali. Il tutto, sempre e comunque, nell’interesse del pubblico.
Con la decisione di passare alla tecnologia DAB+, la SRG SSR costringe molti automobilisti ad acquistare a caro prezzo – anche più di 1'500 CHF - una nuova autoradio DAB+…
FALSO. Anche chi non prevede di cambiare automobile in tempi brevi, ma vuole comunque sentire, nella Svizzera italiana, tutte e 12 le reti radio della SRG SSR e non soltanto Rete Uno, Rete Due, Rete Tre (ancora captabili con un’autoradio DAB di vecchia generazione fino a fine 2015), trova in commercio un adattatore (costo circa 120 CHF) in grado di captare il segnale DAB+ e di trasmetterlo all’autoradio. Gli installatori di apparecchi elettronici, i garages e i concessionari ne sono informati e sapranno consigliare in questo senso la loro clientela. Sul mercato, intanto, diverse marche automobilistiche molto diffuse nel nostro Paese offrono già oggi, sui nuovi modelli, degli apparecchi DAB+.
Quando la RSI va in trasferta, i suoi inviati - sempre in gran numero - non lesinano sulle spese e non si fanno mancare nulla. A Sanremo, tra un buffet e l’altro, sono andati in quattro ad ascoltar canzonette che non interessano a nessuno…
FALSO. Ogni trasferta viene preventivamente discussa e valutata in tutti i suoi aspetti, tra cui quello del rapporto costi/benefici. A Sanremo – che resta il più importante appuntamento per la musica leggera italiana, quella da sempre e di gran lunga più gradita dal pubblico della RSI – sono presenti tre inviati fissi che garantiscono una copertura giornalistica quotidiana, puntuale e diversificata su Rete Uno e Rete Tre, ma anche negli spazi dell’Informazione (RG e TG), sul sito RSI.ch e nei social media. In particolare, Rete Tre ha prodotto uno Speciale di un’ora, mercoledì 13 febbraio, e ha riproposto la sua originale diretta della serata finale all’insegna dell’umorismo e dell’interazione con il pubblico nei social media. Ma a Sanremo i tre collaboratori hanno anche registrato molte interviste, che alimenteranno i programmi nelle prossime settimane, e allacciato importanti contatti con artisti e discografici che permetteranno alla RSI di organizzare, nel corso dei prossimi mesi, incontri, showcase, interviste, spesso in anteprima e a condizioni particolarmente favorevoli che solo una consolidata presenza sul posto possono assicurare. Il lavoro, dunque, non manca e questa, come tutte le altre trasferte, tutto sono fuorché una vacanza! Il buffet, cui faceva riferimento il “solito” portale online sempre pronto a sparare nel mucchio, era una breve pausa gratuita poiché offerto dagli allievi dell’Istituto alberghiero di Arma di Taggia ai giornalisti accreditati. Altrettanto gratuita ed altrettanto gradita - una vera e propria ciliegina sulla torta per la RSI - il riconoscimento assegnatole dall’AFI (la prestigiosa Associazione Fonografi Italiani) che premia e sottolinea i grandi meriti della nostra Azienda nella promozione della musica italiana in Svizzera.
Diventa sempre più difficile, soprattutto nel Sottoceneri e sulle piccole radioline portatili OUC/FM, sintonizzarsi su Rete Uno e Rete Due RSI…
VERO: più in generale, nel Sottoceneri - specialmente nel Mendrisiotto - sintonizzarsi sulla propria rete preferita non sempre risulta semplice. La gamma delle Onde Ultra Corte o FM è limitata e permette una buona ricezione solo a condizione di rispettare pienamente i parametri tecnici stabiliti negli accordi internazionali per l'uso dello spettro radiofonico. Tutte le reti Radio della SRG SSR sono assoggettate ai parametri tecnici (frequenza, potenza e direzione d'irraggiamento) che le vengono imposti dall'Ufficio Federale delle Comunicazioni (UFCOM). Questi parametri figurano all’interno di accordi internazionali siglati dalle Autorità competenti di ogni Stato. Purtroppo per noi Svizzeri italiani, l'Italia non ha mai ratificato questi accordi e di conseguenza non rispetta le condizioni minime atte a garantire un ascolto di qualità sulle OUC. Ecco spiegato il motivo per il quale spesso i programmi che si ricevono nella parte meridionale del Canton Ticino risultano disturbati da fastidiose interferenze con le molte radio private e pubbliche italiane.
Alla RSI ci sono, stando a un portale online che spesso le dedica attenzione e che ha diffuso la notizia il 22 novembre scorso, 85 direttori: 80 pienamente in carica e altri 5 da definire). Un po’ troppi, vero?
VERO. Decisamente troppi, anche se alcune delle persone indicate in quell’articolo dirigono contemporaneamente più settori. Ma, soprattutto talmente FALSO da non meritare commenti. Alla RSI c’è un solo Direttore. Si chiama Dino Balestra e presiede un Comitato Direttivo in cui siedono 11 persone, ossia i responsabili di Informazione, Intrattenimento, Cultura, Sport, Operazioni, Finanze e Amministrazione, Risorse Umane, Palinsesti e Immagine, Comunicazione, Strategia aziendale.
Nella sua copertura delle partite di calcio della Champions League, la RSI segue sempre e soltanto le squadre italiane, anche quando in cartellone ci sono incontri molto più spettacolari e importanti…
FALSO. Sul criterio della spettacolarità, esso è non solo soggettivo, ma anche impossibile da applicare prima della partita, poiché solo a partita terminata si potrà dire se essa ha mantenuto ciò che prometteva sulla carta. Dati oggettivi (legati agli ascolti) dimostrano per contro che il pubblico della Svizzera italiana segue con maggior interesse proprio gli incontri delle squadre italiane. Per questo la RSI tende a privilegiare queste partite che, prima del 2010/11, a causa dello sconfinamento del nostro segnale in Italia e di un contenzioso con Sky (nel frattempo risolto), non potevamo diffondere. Lo stesso fenomeno succede del resto anche nella Svizzera tedesca con le squadre della Bundesliga e in quella romanda con le squadre francesi. Tutto ciò fa sì che, nel suo insieme, la copertura televisiva della Champions League garantita dalla SRG SSR sia davvero completa e lo sfruttamento dei diritti ottimizzato al meglio: in una stessa serata possono venire offerte al pubblico tre partite diverse.
Alla RSI i dipendenti approfittano regolarmente di congedi pagati con i soldi del canone. In altre parole, vacanze supplementari a spese dei contribuenti…
Falso. È importante premettere che alla SRG SSR chiunque - nell’esercizio della sua attività professionale crei un’opera ai sensi della Legge federale sul diritto d’autore e sui diritti di protezione affini (LDA) - esegua un’opera o partecipi sul piano artistico alla sua esecuzione, ne cede tutti i diritti di usufrutto e compenso al datore di lavoro, senza restrizioni di tempo o di luogo.
Con l’obiettivo di far partecipare il personale ai ricavi dell’utilizzazione commerciale dei programmi per scopi diversi da quelli radiofonici e televisivi, la SRG SSR alimenta due Fondi – quello di creatività e quello d’incoraggiamento – cui i collaboratori e le collaboratrici possono far capo per misure individuali di formazione volte a incrementare la qualità dei programmi e a sostenere provvedimenti formativi (anche paralleli all’attività professionale) per accrescere le loro competenze professionali e personali, nonché il loro valore sul mercato del lavoro.
I due Fondi ammontano complessivamente a 1.45 milioni di CHF all’anno. Il primo è aperto a chi, nell’ambito della sua attività alla SRG SSR, crei, esegua o partecipi sul piano artistico ad un’opera. Esso può essere richiesto ogni 5 anni: l’importo massimo di finanziamento a progetto è di CHF 10 mila. Il Fondo di creatività serve a finanziare, per esempio, soggiorni linguistici, stages, viaggi di formazione: il richiedente deve presentare un progetto scritto e motivato che deve protrarsi per almeno 4 settimane e coincidere con un congedo. Il Fondo d’incoraggiamento finanzia invece progetti creativi originali. Esso si rivolge anzitutto ai collaboratori amministrativi che, non essendo né autori né esecutori, non hanno diritto al Fondo di creatività. Il contributo massimo ottenibile è di CHF 10 mila.
Della gestione e dell’amministrazione dei due Fondi si occupa una Commissione paritetica: 2 membri sono designati dalla SRG SSR e 2 dal SSM.
Con l’entrata in vigore della nuova Convenzione collettiva di lavoro gli importi a disposizione saranno ridotti e i regolamenti riveduti.
La RSI, che ha dedicato ai Giochi Olimpici di Londra molte ore di trasmissione, ha invece del tutto snobbato le Paralimpiadi dove, tra gli atleti diversamente abili in gara, c’erano anche molti svizzeri. Una scelta incomprensibile da parte del Servizio pubblico che evidentemente pensa solo agli ascolti…
FALSO. Pur non diffondendo in diretta le gare, la RSI ha ripetutamente parlato dei Giochi paralimpici estivi sia in Radio che in Televisione che sul web. Il Radiogiornale, il Telegiornale (con un servizio sull’ex campione di Formula 1 Alex Zanardi, oggi privo delle gambe e con immagini della cerimonia di apertura e di chiusura) e la Domenica sportiva (con un bilancio completo in immagini della manifestazione) hanno permesso al pubblico di seguire, seppur indirettamente, questo appuntamento, il cui significato supera la pura dimensione agonistica. Infine, in una delle prime puntate della nuova stagione di Sport non stop, che riprenderà a inizio ottobre su RSI LA 2, si tornerà a parlare diffusamente dei Giochi paralimpici con alcuni ospiti in studio.
Le informazioni sul traffico alla RSI lasciano molto a desiderare. Soprattutto nei mesi estivi, quando sarebbero indispensabili, gli aggiornamenti vengono dati con grande ritardo e riguardano strade e autostrade della Svizzera inzterna che servono solo a una minoranza degli automobilisti…
FALSO. I bollettini, redatti dagli specialisti di Viasuisse a Bienne (società anonima di cui SRG SSR è azionista di maggioranza) sono tra i più affidabili: i dati, previamente sottoposti a verifica, giungono con rapidità agli utenti che possono a loro volta segnalare in qualsiasi momento a Viasuisse ingorghi, incidenti e situazioni particolari telefonando allo 0800/163 163.
Da circa un mese i bollettini sul traffico vengono letti negli Studi RSI di Besso dagli animatori di Rete Uno e Rete Tre, che decidono come proporli al pubblico pensando in primo luogo a chi è in viaggio con l’autoradio. Proprio l’autoradio resta di gran lunga la principale fonte di informazione sulla viabilità. Sull’arco della giornata Rete Uno propone 6 appuntamenti fissi: il primo attorno alle 06.30, l’ultimo alle 18.55, con particolare frequenza durante negli orari degli spostamenti casa-ufficio e ritorno. Ad essi si aggiungono altri aggiornamenti puntuali, soprattutto in casi particolarmente pericolosi (automobilisti che viaggiano in contromano). Una particolare attenzione viene dedicata alle autostrade e alle principali strade della Svizzera italiana, ma anche ai maggiori assi di traffico del resto del Paese e delle regioni italiane di confine.
D’estate alla RSI i bei film alla RSI si vedono sempre più raramente e solo in orari impossibili…
FALSO. Anzitutto bisognerebbe accordarsi su cosa è un bel film. Il pubblico è composito, i gusti diversissimi e scegliere cosa mandare in onda non è una scienza perfetta. È vero che la RSI, come qualsiasi altra emittente, diffonde le prime visioni soprattutto tra settembre e giugno, quando c’è più pubblico. Ciononostante, anche nei mesi estivi la programmazione riserva, accanto a molte prime visioni (soprattutto nell’ambito dei telefilm), anche qualche sorpresa e molti film che il pubblico ama rivedere. Si tratta dei cosiddetti classici moderni, ai quali RSI riserva le prime serate (tanto su LA 1 che su LA 2) e non certo in orari notturni. Proprio tenendo in considerazione le caratteristiche del pubblico di prima serata, nel corso dell’estate si alternano dunque pellicole già viste, ma di grande successo, quali Il velo dipinto (tratto da un romanzo di Somerset Maugham), Orgoglio e pregiudizio (tratto dal capolavoro letterario di Jane Austen), film d’azione e polizieschi come Mission impossible, Fino a prova contraria o Il Codice Da Vinci, commedie brillanti e film romantici, pensando – come accaduto durante i recenti Campionati Europei di calcio – anche al pubblico femminile che non sempre ama lo sport.
La RSI d’estate chiude per ferie e propone da anni solo repliche, fiction di serie C e fondi di magazzino…
FALSO. Intanto, tra le testate di successo, Falò prosegue anche d’estate e solo Patti chiari sospende la diffusione, ma non va certo in vacanza, in quanto impegnato a preprodurre nuove inchieste per la ripresa autunnale. Mai come quest’anno la programmazione estiva, soprattutto in Televisione, è ricca di novità tanto nel campo della documentaristica, non solo d’acquisto, che della fiction. Qualche esempio: nel campo della fiction RSI LA 1 propone, in prima visione, le nuove puntate di Grey’s Anatomy, Criminal Minds, Missing, Private Practice, Revenge e l’ultima serie di Desperate Houswives. Quanto all’approfondimento culturale, genere da sempre molto amato dal nostro pubblico, vari i nuovi appuntamenti: il lunedì sera, in prima visione, 12 documentari di registi svizzeri italiani coprodotti dalla RSI; il giovedì sera Via per sempre (ritratti di cittadini svizzeri che hanno deciso di lasciare il nostro Paese); il sabato e la domenica mattina Il nostro ambiente, dedicato agli ultimi paradisi naturalistici della terra; il sabato sera Sottosopra-Orizzonti di montagna e CinemaSuisse, 10 ritratti d’autore dei maggiori cineasti svizzeri.
Alla Meteo della RSI si chiacchiera troppo invece di andare subito al sodo…
FALSO. Innanzitutto proprio le tre edizioni quotidiane della Meteo (basata su informazioni dell’Ufficio federale di Meteorologia e Climatologia) sono uno degli appuntamenti fissi più seguiti di tutta la programmazione televisiva: l’edizione delle 20.30, per esempio, è guardata mediamente da oltre 45 mila persone e spesso supera addirittura gli ascolti del TG. La durata – circa 2 minuti e 30 secondi – è paragonabile a quella delle rubriche analoghe delle principali televisioni europee. In tutto l’Occidente, la Meteo (o – come dicono altrove – il Meteo) è, nel contempo, informazione, formazione e intrattenimento: grazie ai volti ormai familiari di Piernando Binaghi, Sabrina Balestrieri, Julie Arlin e Elisa Volonterio, molti si sono avvicinati a questa disciplina e apprezzano anche quei passaggi che vanno oltre la semplice risposta alla domanda principale: che tempo farà domani?
La RSI continua a mandare in giro per il mondo i suoi giornalisti, anche nei posti dove già paga dei collaboratori esterni…
VERO. Ma lo fa solo quando l’evento è importante, come accaduto recentemente per le elezioni presidenziali francesi e come accadrà ancora tra qualche mese per quelle negli Stati Uniti. Innanzitutto si tratta di servizi particolarmente complessi da gestire, dove occorrono non solo competenze, ma anche una solida rete di conoscenze e una grande esperienza di inviato sul campo. Inoltre un conto è basarsi su immagini e testi d’agenzia – che chiunque può vedere in tutti i media del mondo – un altro avere un proprio giornalista sul posto, in grado di dare ai servizi e ai commenti un taglio personale, particolare e diverso, ossia di leggere l’avvenimento in un’ottica svizzera e svizzero-italiana. Proprio questa offerta supplementare costituisce il vero valore aggiunto di un’Azienda di servizio pubblico quale la RSI.
Al TG della RSI si susseguono troppe presentatrici e troppi presentatori…
FALSO. Rispetto al passato il loro numero è stato notevolmente ridotto, segnatamente per quanto riguarda l’edizione principale delle 20, dove da alcuni anni si alternano – nei giorni infrasettimanali – due soli conduttori particolarmente apprezzati: Alessia Caldelari e Roberto Cattaneo. Nei fine settimana si aggiungono loro Daniela Fabello e Francesca Mandelli. Nelle altre quattro edizioni quotidiane (12.30, 16, 18 e 23.30) si alternano alla presentazione altri giornalisti che, come i sopracitati, alternano l’attività di presentazione a quella in redazione, garantendo così un uso ottimale delle risorse umane a disposizione del Telegiornale.
La RSI sta per vendere la sua storica sede di Besso, poco sensibile al valore architettonico e all’opinione di molte persone che si erano battute per salvarla…
FALSO. Gli studi RSI di Besso appartengono alla SRG SSR che ha deciso di vendere i suoi immobili amministrativi, quelli cioè in cui non vengono prodotti programmi. A medio termine – così ha deciso il Consiglio d’amministrazione SRG SSR – tutte le attività produttive della RSI verranno unificate a Comano, dove già oggi lavorano le redazioni radio, TV e web di Informazione e Sport. In questo senso è ipotizzabile una vendita non solo dello stabile, ma di tutta l’area (oltre 21 mila mq) occupata dalla RSI a Besso. Proprio a causa del suo valore storico-architettonico l’edificio non può però essere abbattuto e nemmeno possono venir modificate le sue caratteristiche specifiche (in particolare l’Auditorio Stelio Molo, che non può essere toccato). Questi vincoli rendono ipotizzabile una destinazione culturale e musicale, non certo una ristrutturazione speculativa. La SRG SSR ha promosso un concorso di idee che ha coinvolto cinque architetti, chiamati a suggerire delle proposte per un miglior sfruttamento dell’intera superficie degli studi di Besso e del terreno circostante. L’intero discorso si inserisce nell’ambito delle modifiche di piano regolatore del comparto di Besso che la Città di Lugano intende completare nel giro di 18 mesi circa.
La situazione finanziaria della RSI è andata costantemente migliorando negli ultimi anni.
VERO. Lo dimostrano pochi dati incontrovertibili. Nel 2007 la RSI, pur sfiorando il pareggio, aveva chiuso con un saldo negativo di CHF 147'000; nel 2008 con un saldo negativo di CHF 3'245'000; nel
2009, pur riducendo il disavanzo, esso restava di CHF 565'487.46. Dal 2010 l’inversione di tendenza che ha portato, negli ultimi due anni, ad altrettanti saldi positivi: di CHF 6'052'863.40 nel 2010; di CHF 1'021'958.21 nel 2011. Per il 2012, invece, si prospettano maggiori difficoltà, legate anche alla probabile diminuzione degli introiti pubblicitari.
La RSI distribuisce ogni anno migliaia di franchi pagati dai cittadini con il canone ai partecipanti di quiz e giochi.
VERO. D’altra parte in tutte le televisioni - soprattutto private, ma anche di servizio pubblico - nelle trasmissioni di intrattenimento l’ammontare dei premi ha un’importanza notevole per catturare l’interesse del pubblico e degli investitori pubblicitari. Grazie agli ascolti che il gioco a premi delle 20.40 su RSI LA 1 (attualmente Fuori in 20 minuti) sa calamitare, gli spot - che contribuiscono per circa il 23% al finanziamento della Televisione - hanno tariffe più alte proprio a ridosso di quella fascia oraria. Basta poi fare un confronto fra le cifre distribuite dalla RSI e i premi in palio negli analoghi programmi RAI e Mediaset per rendersi conto dell’enorme divario fra loro e noi in questo ambito. Non dimentichiamo infine che questi soldi, pagati dai cittadini, tornano ai cittadini sotto forma di premi.
La pubblicità TV sta invadendo anche la RSI, quasi come nella vicina Italia.
E per fortuna! Se le sue reti televisive non fossero finanziate per circa il 23% dalla pubblicità, la SRG SSR dovrebbe chiedere un sensibile aumento del canone. Gli spazi riservati alla pubblicità televisiva sono rigorosamente disciplinati dalla legge, anche per non penalizzare stampa scritta ed emittenti private. Ricordiamo infine che sulle reti radiofoniche SSR la pubblicità è vietata.
La RSI potrebbe produrre essa stessa delle fiction di argomento e ambientazione locale.
Con i mezzi finanziari disponibili è impossibile per la RSI sostituire le fiction d’importazione con dei serials autoprodotti. La RSI sostiene comunque la produzione di fiction e documentari nell’ambito del Pacte de l’audiovisuel (dal 1998 al 2010 la RSI ha coprodotto più di 250 tra film, corti, animazioni e documentari). Nel solo 2010 la RSI ha cofinanziato i 11 documentari e 11 fiction con un contributo di 2.3 milioni di CHF. Molte di queste produzioni sono state premiate in Festival internazionali. Infine, ciliegina sulla torta, la RSI produce da anni la fiction Affari di famiglia con indici d’ascolto e di gradimento elevatissimi.
La RSI contribuisce in modo determinante a numerose attività culturali della Svizzera italiana.
Il sostegno della RSI è spesso irrinunciabile per la continuazione delle attività di numerose manifestazioni culturali della Svizzera italiana. Nel 2010, l’impegno finanziario della RSI nelle principali manifestazioni culturali della Svizzera italiana ha raggiunto 5,9 milioni di franchi. Tra i principali beneficiari: Fondazione dell’Orchestra della Svizzera italiana (CHF 3,4 mio), Coro RSI (CHF 690'000), Concerti dell’Auditorio e Concerti d’Autunno (CHF 790’000), produzione di musica classica e sinfonica (CHF 496’000), Festival del Film di Locarno (CHF 325’000). Inoltre la RSI ha sostenuto, nell’ambito del Pacte de l’Audiovisuel, 22 progetti cinematografici per un impegno totale di circa 2.3 milioni di franchi. 7.3.2012
I giornalisti RSI dovrebbero dare le notizie e non fare politica.
Lo statuto dei collaboratori SSR/RSI sancisce che il collaboratore (dunque non solo i giornalisti) deve essere indipendente da ogni interesse di parte e mantenere un giusto distacco dal mondo politico ed economico. I giornalisti devono inoltre rispettare normative supplementari che disciplinano il loro lavoro. La Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei giornalisti, la legge federale sulla rtv e la Concessione SSR, la Carta dei programmi SSR/RSI, le Linee guida e le Direttive editoriali RSI obbligano il giornalista a dare un’informazione completa, diversificata e corretta, imparziale e indipendente dalle opinioni. Il giornalista deve rispettare il dovere di veridicità e imparzialità, il pluralismo delle opinioni garantire completa trasparenza sul suo lavoro.
Alla RSI i programmi culturali vengono diffusi a tarda notte quando solo chi non lavora o chi soffre d’insonnia può seguirli.
...solo in parte. RSI LA 1 è tra le poche a dedicare la prima serata della domenica a un magazine culturale quale Storie. Lo stesso fa LA 2, il sabato, con Superalbum che ripropone il meglio della documentaristica RSI. Ancora LA 1 propone il magazine musicale Paganini la domenica mattina alle 10.30 e Il Giardino di Albert, settimanale divulgativo di scienza e tecnologia, la domenica sera alle 18.05. Sia Paganini che Il giardino di Albert hanno anche declinazioni originali in radio. Sempre alla radio, sin dal 1985, c’è Rete Due, votata alla musica e all’approfondimento culturale; ma anche le altre reti costellano la loro programmazione di spazi culturali in senso lato. Infine, tutti i programmi culturali di cui la RSI ritiene i diritti possono essere comodamente riascoltati sul sito www.rsi.ch/podcast. Quanto alla critica iniziale, una radiotelevisione finanziata con soldi di tutti i cittadini deve comunque proporre, in ore di grande ascolto, programmi che interessano un pubblico maggioritario.
Il passaggio all’alta definizione, avvenuto il 29 febbraio 2012 su tutti i canali televisivi della SRG SSR, non migliora soltanto la qualità dell’immagine.
Tra i miglioramenti di cui tutti potranno accorgersi, vi è anche il livello acustico/sonoro degli spot pubblicitari, di cui molti ascoltatori si lamentavano poiché soggettivamente percepiti come troppo forti, fastidiosi ed invasivi. Di fatto ciò succederà grazie all’introduzione, da parte dell’Eurovisione, di una nuova norma, già applicata dai maggiori diffusori pubblici europei, che armonizzerà il suono degli inserti pubblicitari e dei trailer con quello del resto dei programmi.
Rete Due è superflua. Costa milioni di franchi e viene ascoltata da quattro gatti.
Rete Due è uno degli strumenti con cui la RSI assolve il mandato di servizio pubblico previsto dalla Concessione SSR, che contempla un’offerta culturale equivalente per ogni regione linguistica della Svizzera. Proprio per le sue caratteristiche (nel 2010 5'688 ore di musica, 1'500 di cultura, 837 di informazione e attualità), Rete Due non si rivolge a pubblici maggioritari. Ciononostante, da anni, Rete Due è, tra tutte le reti culturali della SSR, quella che gode dei maggiori consensi: nel 2011 ha raggiunto il 5.5% di quota di mercato.
----------------------
La RSI potrebbe prestare maggior attenzione a quanti hanno difficoltà sensoriali.
Si può sempre fare di più e meglio, ma questo ambito è oggetto da decennni di attenzioni costanti e crescenti. La legge federale sulla radiotelevisione impone del resto alla SSR, in quanto servizio pubblico, di favorire l’accesso ai suoi programmi anche a persone con problemi di udito, di vista, di comprensione delle nostre lingue nazionali. Dal 2008 il TG delle 18 viene presentato anche nella lingua dei segni per i non udenti. Dal 2010 tutti i programmi diffusi su RSI LA 1 tra le 19 e le 22 circa (ma anche trasmissioni particolari in altri orari) vengono sottotitolati da Swiss TXT alla pagina 777. Nel 2010 il 33.5% della programmazione televisiva RSI, pari a quasi 6'000 ore di programma, è stata sottotitolata. Sempre nel 2010 ben 23 lungometraggi sono stati trasmessi accompagnati da un’audiodescrizione che ne facilita ai disabili sensoriali la comprensione.
-----------------------------
La RSI continua a diffondere telefilm fiction d’importazione che sono uguali in tutte le TV del mondo.
Vero è che poche fiction televisive la fanno da padrone poiché gli Stati Uniti restano di gran lunga il primo produttore occidentale di queste serie. D’altronde molte hanno un successo di pubblico considerevole anche alla RSI che, inoltre, spesso riesce a diffonderle in anticipo rispetto alle reti italiane. Infine, chi paga il canone ha il diritto di rivedere fiction di grande ascolto senza dover passare alla concorrenza.
--------------------
Oggi se non si è nei Social Media praticamente non si esiste.
Ed è proprio quello che anche la RSI ha cominciato a fare. Su Facebook e, in misura minore, su Twitter sono presenti pagine istituzionali, pagine di Rete Tre e di alcuni dei principali programmi: da Linea Rossa a Piattoforte alla fiction Affari di famiglia al magazine interculturale Il Ponte. In un futuro non lontano altre pagine verranno aperte in YouTube e Google+.
---------------------
È VERO che...
Invece di dare la preferenza a giornalisti e tecnici svizzeri disoccupati, la RSI assumono troppi frontalieri che non conoscono le peculiarità politiche, sociali, culturali ed economiche del nostro Paese.
Nel 2010, in RSI lavoravano 1’152 collaboratori RSI, che equivalgono a 1’043 unità di lavoro a tempo pieno. I collaboratori stranieri erano 90, 82 dei quali italiani, 39 con permesso C, 12 con permesso B. I frontalieri erano 35 (30.5 unità a tempo pieno), il 3.5% del totale.
-------------------------
È VERO che...
Il canone pagato in Svizzera per ascoltare la radio e guardare la tv è il più caro d’Europa?
VERO
Offrire un servizio pubblico equivalente in quattro lingue nazionali a una popolazione residente di appena 7,9 milioni di persone ha un costo. Se la SRG SSR producesse i propri programmi in un’unica lingua nazionale, il costo (e quindi il canone), si ridurrebbe del 42 % e passerebbe dagli attuali 466.25 franchi a 277 franchi all’anno, diventando tra i più bassi d’Europa. Gli svizzeri italiani non avrebbero però più un’offerta radiotelevisiva nazionale equivalente alle altre regioni linguistiche e dovrebbero guardare una parte dei programmi in tedesco o francese.
-------------------------
È VERO che...
La RSI costa al contribuente svizzero italiano 240 milioni all’anno, troppi per un territorio di soli 300’000 abitanti.
FALSO
Nel 2012, gli svizzeri italiani hanno versato in tasse di ricezione (canone) circa 47,5 milioni di franchi. Nello stesso anno la RSI ha distribuito sul territorio circa 174 milioni di franchi fra personale e fornitori, e ha sostenuto costi per quasi 6 milioni di franchi in favore delle principali manifestazioni culturali della Svizzera italiana. Il valore aggiunto finanziario (e non solo) che la RSI crea a favore del territorio svizzero italiano è dunque evidente.
-------------------------
È VERO che...
La RSI è chiusa su se stessa, inaccessibile ai comuni mortali. Da qualche mese Comano è recintata come Sing Sing.
FALSO
Da sempre gli studi di produzione RSI di Comano e di Besso sono meta di visite guidate da parte di associazioni d’ogni genere ma, soprattutto, di tantissime classi scolastiche. Nel 2011, i visitatori sono stati ben 3’300. Quanto alla rete di protezione installata a Comano, la RSI ha fatto ciò che hanno realizzato prima di lei le altre sedi SRG SSR allo scopo di garantire la protezione e sicurezza a un’azienda.
-------------------------
Alla RSI ci sono più dirigenti che collaboratori che si occupano del programma?
A fine 2010 su 1'152 persone occupate, i quadri (direttore, responsabili di dipartimento, quadri e quadri specialistici) erano 65, ossia meno del 6%. Sempre nel 2010, la RSI, ha speso quasi il 90% del suo budget in costi legati direttamente alla produzione di programmi radiotelevisivi e multimediali.
Le donne sono sottorappresentate, soprattutto nei ruoli dirigenti?
Tra i collaboratori con un contratto fisso e a tempo indeterminato, le donne costituivano a fine 2010 il 37%. Tra i quadri, uno su cinque è di sesso femminile, quota che poche aziende pubbliche e private della Svizzera italiana possono vantare e di cui la RSI è orgogliosa. Nel Comitato direttivo RSI fanno parte tre donne su un totale di 10 membri.
Alla RSI ristrutturano e ridisegnano gli organigrammi invece di pensare al loro mandato, quello di fare buoni programmi?
In realtà, la nuova organizzazione che la RSI si è data – con l’accordo del CdA SRG SSR- è nata proprio per favorire l’integrazione tra radio, televisione e multimedia, per avvicinare i collaboratori dei vari dipartimenti che si occupano di temi affini, per permettere di ottimizzare e impiegare al meglio le conoscenze, le specificità e le competenze dei singoli, a tutto vantaggio del prodotto, e dunque del pubblico.
Alla RSI propinano mirabolanti dati sui loro ascolti. Ma probabilmente se li fanno in casa e nessuno li controlla?
Per garantirne la massima correttezza, il rilevamento degli ascolti è affidato a una società indipendente con sede a Berna, la Mediapulse SA. Nel CdA siedono, oltre ai rappresentanti della SRG SSR, anche quelli delle emittenti commerciali svizzere e del settore pubblicitario, tra cui anche Filippo Lombardi nella sua qualità di presidente di TeleSuisse(associazione che riunisce le tv regionali svizzere). Gli strumenti di misurazione – il Radiocontrol e il Telecontrol– sono considerati tra i più attendibili e affidabili al mondo da un punto di vista scientifico.