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Venerdì 30 marzo, 16:16

Un mondo di danze

Rete Due, Rete 2-5, ogni giorno 14.30

La presentazione della rassegna

La danza tradizionale consiste in un repertorio sostanzialmente rurale,da contrapporre a stili più cittadini (teatro,balletto). L’idea di Danza tradizionale t enta di accordare concetti diversi, nati in epoche storiche diverse. Danze nazionali del 18.mo secolo, Danze folcloriche, termine in uso dopo la seconda guerra mondiale
e il gettonato e più recente Bal folk,nato attorno al 1960 grazie al movimento mondiale del Folk Revival, che ottiene a tutt’oggi grandi consensi di pubblico.

Le danze tradizionali vengono trasmesse oralmente o per imitazione (dal latino tradere), tuttavia questo processo contiene un’ambiguità: il passaggio dalla tradizione alla modernità ha fatto perdere alle danze etniche la loro funzione primordiale, quella della coesione tra membri di un gruppo sociale.
D’altra parte, senza i gruppi folkloristici o il movimento giovanile del folk revival, queste danze sarebbero state dimenticate a giammai.

Il ruolo del Monte Verità ad Ascona

Durante il Romanticismo diverse nazioni nascenti usarono le danze tradizionali per conoscer meglio la propria identità culturale, per migliorare la coesione sociale,e si sono così viste nascere le Danze di carattere: la “danza spagnola”, la “danza russa”… Col passare del tempo, le conoscenze in materia migliorarono e appare allora il concetto di Danza folclorica.Come quasi sempre sono gli anglosassoni che tra le due guerre mondiali affinano il concetto: Folklore, letteralmente La scienza del popolo (lore,da learn).
Dopo le prime ricerche sul campo, compiute anche in Ticino da Rudolf Laban, ospite allora del Monte Verità, da altri ricercatori, si parlerà più volentieri di Danza etnica,concetto che ingloba l’espressione coreutica di ogni etnia del Pianeta. Si prende allora coscienza delle “altre musiche”, delle “altre danze”, e si abbandona concetti desueti come “extra europeo” o “extra colto”.
Alcune danze tradizionali portano il nome di una regione (“Monferrina”) o di un paese (“Alessandrina”), ma più spesso i ricercatori hanno tendenza a raggrupparli per famiglie di danze (“giga”).
Faremo in questi mesi un giro del Mondo, danzando in allegria, in fondo la danza è anche preghiera, anche un Rituale.

Pietro Bianchi

Reteduecinque
ogni giorno
dal 22 aprile
14.30-15.00:
UN MONDO DI DANZE
A cura di Pietro Bianchi

Uno spettacolo da non perdere

Venerdi 4 maggio si terrà uno spettacolo di tango contemporaneo allo Studio 2 della RSI, a Besso, sotto forma di showcase Rete Due, spettacolo che sarà trasmesso in diretta dalle 14.30 alle 15.30 su Rete 2-5 nel'ambito della rassegna Un mondo di danze. Il pubblico è benvenuto, l’entrata è libera. Il commento sarà a cura di Pietro Bianchi.
“Il tango è cugino del jazz,a causa delle comuni radici afro-euro-americane.
Il tango ha oggi un secolo di vita alle spalle e una ricca e solida traiettoria, ma il più bello deve ancora venire, perché quelli che lo coltivano sono lanciati con entusiasmo a svilupparne il potenziale”.

Con il gruppo argentino Tango Absinthe

Il Gruppo argentino Tango Absinthe, protagonista, del concerto è composto da Paola Fernandez Dell’Erba (leader e voce), accompagnata da Gerardo Agnese (bandoneon), Hernan Fassa (pianoforte), Carlo Sgarro (contrabbasso), Javier Rodriguez Navarrete e Giulio Simone.
I brani dello spettacolo ci riportano indietro nel tempo, agli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso, quando il tango era la musica tipica dei bassifondi di Buonos Aires, dove essa si incrociava con le armonie europee ed africane. Il canto – che spesso si apre all’infinito, instaurando una malinconia struggente – è accompagnato dalle sonorità inconfondibili del bandoneon e dalle note intense del pianoforte.
In Tango Absinthe questi elementi si combinano e si fondono, frutto di una ricerca fatta di viaggi, atmosfere, visioni… È il tango fusion, che gioca con l’elettronica, la musica ambient, il lounge, il rock, il cabaret tedesco anni 40, il jazz, il punk, il tango europeo.

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