Giovedì 05 aprile, 15:06
Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1991 morì Pier Vittorio Tondelli, una delle figure più rappresentative della letteratura italiana dell’ultimo scorcio del XX secolo.
Scrittore “di culto” per le generazioni cresciute tra gli anni Settanta e Ottanta, Tondelli ha rappresentato sicuramente una delle voci che più di altre sono state capaci di tradurre in parola ansie, speranze, eccessi e delusioni di chi cercò modelli di vita alternativi o anche semplici “vie di fuga” dai diktat che si affermarono circa trent’anni fa sull’onda della “controriforma” neoliberista. Con le voci di Enza Negroni, regista del film-documentario dedicato a Tondelli “Lo chiamavano Vicky” e con quelle di chi fu amico dello scrittore nella nativa Correggio (come Viller Masoni, oggi direttore del Centro di documentazione “Pier Vittorio Tondelli” e Giorgio Bonaccini, poeta con il quale Tondelli collaborò all’inizio della sua attività di scrittore), e a Firenze, città che lo ospitò per qualche anno e che lo scrittore di Correggio ha ampiamente descritto nel suo ultimo lavoro “Un week-end post moderno”, Romano Giuffrida tratteggia un ritratto “intimo” dell’autore di “Altri libertini”, “Pao Pao”, “Rimini” e “Camere separate”.
Pier Vittorio Tondelli, detto Vicky
A vent’anni dalla scomparsa, Pier Vittorio Tondelli nei ricordi dei suoi amici
A cura di Romano Giuffrida
LASER
Giovedì 12 aprile 2012 – ore 09.00
REPLICA: il giorno stesso alle ore 22.35
Qui puoi (ri)ascoltare il programma dopo la sua prima diffusione.