Lunedì 28 maggio, 14:59
Più ambiente ed ecologia nella programmazione RSI durante l'estate 2012. Si tratta di un doppio appuntamento settimanale de LA 1, il sabato e la domenica mattina alle 10.00, in cui saranno proposti ventidue documentari nuovi, che affrontano in modo leggero ma rigoroso temi importanti riguardanti la salvaguardia del nostro pianeta. È un appuntamento che mancava nel nostro palinsesto e che ora permette di colmare questa mancanza grazie all’impegno di molte case di produzione e di distributori che hanno iniziato a chinarsi su queste tematiche con intensità.
Documentari all’insegna della natura e dell’ecologia
Tutti i sabati, dal 23 giugno al 1. settembre – LA 1 – ore 10.00
Tutte le domeniche, dal 24 giugno al 2 settembre – LA 1 – ore 10.00
Il palinsesto estivo della documentaristica si arricchisce di due appuntamenti all’insegna dell’ambiente e dell’ecologia, del rapporto tra l’uomo e natura.
Uno sguardo sul nostro pianeta per scoprire luoghi incontaminati e minacciati, per incontrare popoli che vivono in armonia con l’ambiente circostante, per conoscere persone che si impegnano per la salvaguardia della biodiversità, per la protezione della flora e della fauna.
La salute del nostro pianeta dipende da noi e dalla consapevolezza di come la globalizzazione abbia allargato i suoi tentacoli anche sulle specie vegetali e animali, dalla coscienza dell’interdipendenza esistente tra di esse per la salvaguardia dell’equilibrio vitale della terra.
I documentari del sabato e della domenica ci faranno viaggiare in tutto il mondo accanto a esperti e gente comune, alla scoperta di luoghi meravigliosi con immagini che ne esaltano tutta la loro bellezza e entrano nelle vita delle specie vegetali e animali che li abitano.
Ogni documentario propone un viaggio nella strabiliante varietà della vita sul nostro pianeta, per conoscerla, per difenderla.
Pochi di noi possono permettersi il lusso o l’incoscienza di sorvolare le maggiori isole dell’Africa a bordo di un canotto volante, oppure di spingersi fino in Lapponia per incontrare uno degli ultimi nomadi che alleva renne. Oppure ancora di raggiungere le isole Azzorre, perse nell’Oceano atlantico, per scoprire come si vive in luoghi così lontani, isolati da tutto, a stretto contatto con la natura.
L’appuntamento estivo con i documentari del sabato mattina ci porta a posare il nostro sguardo sul mondo, scoprendolo piano piano dall’alto di uno strano velivolo, scattando foto, o incontrando un abitante nel mezzo della steppa.
Un viaggio con il documentario per scoprire la bellezza del mondo con occhi diversi.
23.06 Sorvolando le isole dell’Africa - Zanzibar
30.06 Sorvolando le isole dell’Africa - Madagascar
07.07 Sorvolando le isole dell’Africa - São Tomé e Príncipe
14.07 Sorvolando le isole dell’Africa – Capo Verde
21.07 Héen Tàak - il fondo dell’acqua di Nathalie Lasselin
28.07 Le isole Azzorre di Laurent Cadoret
4.08 Belize di Aurélie Masset
11.08 Tasmania
18.08 Navigando su acque antiche – 1a parte documentario di Jost Geppert
25.08 Navigando acque antiche – 2a parte documentario di Jost Geppert
1.09 Jon, il Sami di Corto Fajal
Biodiversità minacciata, surriscaldamento del clima, effetto serra, sono tutti concetti che ormai conosciamo e che spesso evocano angosce e insicurezza nel nostro animo. La serie estiva di documentari all’insegna dell’ecologia e dell’ambiente aprono invece i nostri orizzonti e il nostro cuore facendoci incontrare coloro che sono impegnati in prima persona, talvolta con molta fatica e pochi mezzi, per arginare gli effetti dell’inquinamento.
Studiosi, scienziati, donne e uomini comuni che, spinti dall’amore per il loro territorio, lottano per dare un futuro alle generazioni future.
24.06 Il gasdotto di Risteard O Dohmnaill
Rossport è un villaggio che si affaccia su una splendida baia incontaminata lungo la costa nord occidentale dell’Irlanda. Gli abitanti sono prevalentemente agricoltori e pescatori e costituiscono una comunità fortemente unita e attaccata alle tradizioni, come quella della comunanza delle terre. A Rossport, infatti, non
esistono recinzioni o muretti, le terre appartengono alla comunità come vuole l’antica tradizione irlandese. Nel 2005, però, la Shell ottiene il diritto di trivellare proprio nella baia per costruire un gasdotto. A nulla sembrano valere le proteste pacifiche della comunità che si appella alla stampa, alle istituzioni locali e perfino alla corte europea. Paladino di questa lotta è un pescatore che non esita a farsi arrestare pur di non soccombere all’arroganza della Shell. Inizia così una lunga battaglia contro la compagnia che rischia perfino di disgregare la comunità stessa.
1.07 Makay – Gli esploratori del mondo perduto di E. Wendebaum e P. Stine
In Madagascar quasi il 90 per cento della foresta originaria è stata distrutta in meno di un secolo. L’isola è stata inclusa nella lista delle priorità da coloro che si battono per preservare la biodiversità del nostro pianeta. Nel 2009, un gruppo di ricercatori francesi, addentrandosi in una serie di canyon, nella regione dei monti Makay, ha scoperto un territorio preservato, rimasto fuori dal tempo. Un anno dopo, un team di 30 esperti di diverse nazionalità fa ritorno in quei luoghi per studiarne la biodiversità e catalogare le nuove specie animali e vegetali.
8.07 Bishnoi, i custodi della natura di Benoit Segur
Nel cuore del deserto indiano del Rajastan vive una comunità che da oltre 5 secoli segue delle regole nel pieno rispetto della natura . Agli occhi di un occidentale tali principi risultano sorprendentemente moderni ma l’origine di questa filosofia risale al XV secolo, quando una guida spirituale di nome Jambheshawr predicò 29 regole semplici per vivere in armonia con la natura e sopravvivere in un ambiente ostile come il deserto. Ventinove nella lingua locale si dice Bishnoï : è con questo termine che i membri della comunità, circa un milione di anime, si fanno chiamare ancora oggi.
15. 07 La tribù digitale di Ilka Franzmann
Per gli Indios Ashaninka, Internet è molto più di un mezzo di comunicazione: è un’arma che li difende dagli assalti dei narcotrafficanti e dei taglialegna che minacciano la foresta. La pacifica comunità degli Ashaninka vive nella foresta amazzonica e ed è isolata dal resto del mondo: grazie ad una ONG brasiliana, da qualche anno gli Indios sono dotati di stazioni Internet, che in caso di necessità possono utilizzare per contattare le autorità e chiedere assistenza. Questo mezzo di comunicazione ha dato un importante impulso alla lotta per i diritti delle popolazioni indigene. E’ un esempio positivo che dimostra come sia possibile conciliare la cultura tradizionale con la moderna tecnologia e il rispetto dell’ambiente.
22.07 I rangers della foresta pluviale di Thomas Wartmann
Ana Rafaela D’amico, a soli 27 anni, è la più giovane direttrice di un parco nazionale in Brasile. Ana e i suoi colleghi si dedicano con impegno e passione per salvare la foresta pluviale dalla deforestazione e dalla pesca di frodo. E’ una lotta impari quella condotta dalle guardie forestali contro i narco-trafficanti e gli anonimi ma potenti proprietari terrieri. Tuttavia, la tenacia di questa giovane donna e dei suoi collaboratori dà i suoi frutti.
29.07 Biodiversità. Ricerca e protezione di Bernard Guerrini
La protezione della natura e della biodiversità non può essere confinata alla creazione di riserve o parchi naturali, ma deve fare parte di una strategia politica ed economica. Il documentario mostra quali sono le soluzioni possibili e raccoglie le testimonianze di scienziati e politici impegnati in prima persona.
5.08 Papua Nuova Guinea, spedizione all’ inferno di Christine Tournadre
Due ricercatori, un francese e un indonesiano, partono alla volta della Nuova Guinea per condurre una ricerca sugli ultimi esemplari di un pesce tropicale in via di estinzione: il pesce arcobaleno. Quella che dovrebbe essere una spedizione scientifica si rivela ben presto un’odissea che mette a dura prova i membri della spedizione, che rischiano la propria vita per portare a termine il lavoro. Il documentario ha vinto il Best Public Award- Explorimages al festival di Nizza del 2011.
12.08 Mediterraneo bollente di Eugenio Manghi
Il Mediterraneo si sta riscaldando più velocemente di tutti gli altri mari del pianeta. L'aumento di circa 2-3° C di temperatura, con livelli superficiali anche di 29°C, ha già provocato mutamenti notevoli nella biodiversità, tanto che alcune specie sono
migrate a nord, mentre altre di origine esotica hanno fatto la loro comparsa: infatti, oltre 600 nuove specie, entrate da Suez e da Gibilterra, si sono già acclimatate.
Cosa può causare un aumento così rapido e intenso della temperatura
delle acque? Quali saranno le conseguenze?
Studiare il Mare Nostrum significa anche prevedere ciò che potrebbe accadere in molti altri mari interni sparsi sul nostro pianeta.
Con l'ausilio di un ricco team di ricercatori ed esperti, che da anni studiano i fenomeni che stanno interessando il Mediterraneo, è oggi possibile comprendere quali potranno essere le conseguenze di questi cambiamenti per tutte le specie viventi che dipendono dal Mediterraneo, uomo compreso.
19.08 Nepal: i fiori del tetto del mondo di Jerôme-Cecil Auffret e Gille Capelle
Ang Tshering è originario di Khumjung, un piccolo villaggio situato a 3790 metri lungo la via che conduce all’Everest. Da più di 35 anni, Ang lavora nel turismo di montagna e organizza escursioni e spedizioni. Grazie al suo lavoro, ha potuto rendersi conto dei drammatici cambiamenti climatici nella regione: tra i più notevoli vi è sicuramente il ritiro dei ghiacciai e la formazione di grandi laghi, le cui acque rischiano di tracimare da un momento all’altro travolgendo interi villaggi. Il governo non ha mezzi per arginare questo fenomeno ed è incapace di cercare aiuti internazionali. Per Ang, l’unica speranza è educare le nuove generazioni nepalesi. Per questo, compie un pellegrinaggio di scuola in scuola per informare i giovani ed esortarli ad intraprendere studi scientifici perché possano un giorno prendere in mano il proprio destino.
26.08 Le isole dimenticate di Natasha Calestrémé
Quando parliamo di surriscaldamento del clima e del conseguente innalzamento dei mari, pensiamo soprattutto alle Maldive, ma in realtà anche in Europa ci sono popolazioni che lottano contro questa calamità. Come ad esempio gli abitanti delle isole Halligen, situate nel mare del Nord. La vita degli abitanti di queste isole è messa a dura prova dal fenomeno chiamato “Land unter”, caratterizzato da improvvisi innalzamenti del livello del mare che colpiscono le isole alcune decine di volte l’anno, con importanti impatti sull’ambiente.
2.09 Melting Lands documentario di Greg Hemmings
La piccola comunità Nunavik, nel nord del Canada, è confrontata con le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci, che causa mutamenti importanti nella flora e nella fauna. Attraverso il racconto in prima persona, scopriamo gli sforzi quotidiani che gli abitanti del villaggio compiono per adattarsi a situazioni imprevedibili e le speranze e i timori che li animano.