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Giovedì 04 ottobre, 14:35

50 anni di Concilio Vaticano II

Rete Due, Laser, 8/10/11.10, ore 09.00

I primi 50 anni del Concilio Vaticano II
A cura di Lina Simoneschi
LASER
Lunedì 08 ottobre 2012 – ore 09:00
REPLICA: il giorno stesso alle ore 22.35

11 ottobre 1962. Una data che ha segnato la storia della chiesa cattolica. Sono passati 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II che ha riunito i più alti esponenti degli ordini religiosi della chiesa provenienti da tutto il mondo, per discutere dei problemi che si ponevano nella comunità ecclesiale. Papa Giovanni XXIII da tempo aveva maturato l’idea della necessità di un secondo Concilio, mosso dalla convinzione che la chiesa cattolica dovesse rinnovarsi nella forma ma anche nei contenuti teologici. Il Concilio Vaticano II si chiuse tre anni dopo, l’8 dicembre 1965 con Paolo VI e con la promulgazione in particolare di quattro importanti documenti che ancora oggi si chiamano Costituzioni Conciliari. Che importanza rivestono oggi quei documenti? E Quali furono i momenti salienti di quei momenti storici? E ancora, quali sono i risultati tangibili ottenuti dalla chiesa cattolica e quali invece gli aspetti ancora irrisolti?
Lina Simoneschi ne discute con Daniele Menozzi, storico della chiesa, professore ordinario alla Normale di Pisa e studioso del Concilio Vaticano II; e con Vito Mancuso vaticanista e teologo, professore (da ottobre 2012) all’Università di Padova di storia delle dottrine teologiche.

Donne, Concilio Vaticano II e Chiesa oggi
A cura di Sonja Riva
LASER
Mercoledì 10 ottobre 2012 – ore 09.00
REPLICA: il giorno stesso alle ore 22.35

Una rilettura del Concilio Vaticano II attraverso il punto di vista femminile, per capire come questo evento ha saputo rappresentare l’evoluzione del pensiero delle donne. Per interrogarsi su come le riflessioni conciliari abbiano cambiato il credere femminile, il rapporto con Dio e la Chiesa. Per apprendere, attraverso la testimonianza diretta di chi ha vissuto quell’evento di come il Concilio, si è occupato delle donne dentro e fuori la Chiesa. Non è noto a tutti, infatti, che proprio cinquant’anni fa, durante il Concilio, le donne hanno fatto per la prima volta nella storia, la loro entrata in un’assemblea di vescovi. Ma, il ripensamento della Chiesa con il Concilio, ponendosi tra innovazione e inasprimento delle tradizioni, è riuscito a coinvolgere il mondo femminile? Introducendo il Concilio, Papa Giovanni XXIII, lo paragonò a un’aurora, ma è stato così anche per il rapporto tra donne e chiesa? Oggi la chiesa postconciliare non è più indubbiamente quella di prima, e l’immagine della donna nella chiesa appare mutata, e ciò nonostante le parole delle donne, delle tante teologhe e laiche impegnate attivamente al suo interno, non sembrano essere molto considerate. E il tema del sacerdozio femminile appare ancora come un tabù, che non permette dialogo e confronto. Ne parliamo con i nostri ospiti, la teologa Adriana Valeria, autrice di “Madri del Concilio: ventitré donna al Vaticano II”, la storica Lucetta Scaraffia, Giovanni Franzoni, che è stato tra i più giovani padri conciliari e C arlo Molari, sacerdote e teologo, che ha lavorato alla segreteria della commissione dottrinale del Concilio Vaticano II.

Il Vangelo vivo delle comunità post conciliari
A cura di Romano Giuffrida
LASER
Giovedì 11 ottobre 2012 – ore 09.00
REPLICA: il giorno stesso alle ore 22.35

Il “vento” del Concilio Vaticano II che investì l’intera comunità cattolica nella prima metà degli anni Sessanta, com’era naturale prevedere, divise il mondo dei fedeli in due parti: da un lato, i cosiddetti “tradizionalisti”, restii alle innovazioni culturali e liturgiche che il Concilio stesso prevedeva; dall’altro lato, chi nella Chiesa voleva ritrovare quel senso di “assemblea, di comunità di fedeli” cui il termine stesso rinviava originariamente.
Il Concilio Vaticano II e la spinta che diede verso una rinnovata attenzione al mondo “degli ultimi” e ad una chiesa-punto d’incontro per “tutti gli uomini e le donne di buona volontà” che avessero a cuore la pace, la giustizia e la difesa dei diritti fondamentali, favorì in diverse parti del mondo, la nascita di numerosissime comunità cristiane di base. In Italia, ad esempio, in breve tempo nacquero moltissime comunità che cominciarono a diventare dei veri e propri centri di aggregazione per chiunque, credente e no, sentisse il desiderio di vivere la propria vita condividendola con gli altri in un percorso di fraternità e solidarietà.
Firenze è una delle città la cui storia cittadina, negli ultimi cinquant’anni si è più volte intrecciata con quella delle comunità cristiane di base post-conciliari. Lì, infatti, anche sulla base delle riflessioni “radicali” di don Milani, di padre Balducci, di padre Turoldo e di altri, hanno preso vita esperienze comunitarie divenute famose in tutto il mondo cattolico, e non solo. Negli anni Sessanta del secolo passato, divenne famosa la Comunità dell’Isolotto fondata da Enzo Mazzi. Dalla fine degli anni Novanta, altrettanta importanza, l’ha meritata la Comunità delle Piagge, nata diciotto anni fa nell’omonimo quartiere periferico del capoluogo toscano. A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, per una riflessione su passato, presente e futuro delle loro esperienze che in quel Concilio affondano le loro radici, Romano Giuffrida ha incontrato sia alcuni protagonisti “della prima ora” dell’ancora attivissima Comunità dell’Isolott o sia chi, oggi, dà vita ai progetti della Comunità delle Piagge.

Giovanni XXIII
Il papa che ha cambiato il mondo
A cura di Brigitte Schwarz
GERONIMO
Storia e memoria
Lunedì 08 ottobre 2012 – ore 11.35
REPLICA: martedì alle ore 00.00 e la domenica alle ore 08.35

I l 28 ottobre 1958, al termine di un breve conclave, Angelo Giuseppe Roncalli, vescovo, patriarca di Venezia, cardinale, veniva eletto al soglio pontificio con il nome di Giovanni XXIII. Tre mesi dopo, nel gennaio del 1959, annunciava la convocazione di un nuovo Concilio, il Vaticano II che ha rappresentato uno degli eventi cruciali nella storia del Novecento: infatti non solo ha innovato profondamente la vita della chiesa cattolica, ma ha anche cambiato i rapporti tra le chiese cristiane e le religioni mondiali, come pure le relazioni tra il cristianesimo e la società. All’origine di queste trasformazioni sta l’intuizione di papa Roncalli, eletto in età avanzata come papa di transizione (era nato a Bergamo nel 1881): la sua formazione di studioso di storia lo portò a capire che un cattolicesimo legato ai modelli del passato, in rigido contrasto con il mondo moderno, sarebbe stato destinato a non essere più adeguato all’evoluzione delle società contemporanea. In effetti Roncalli promosse l’ecumenismo, favorì l’incontro tra le religioni mondiali e in particolare il dialogo con gli ebrei, e contribuì a creare un clima di distensione internazionale cercando di superare le contrapposizioni della guerra fredda. Vide dunque nel concilio – l’istituto che tradizionalmente ha segnato nella chiesa i momenti di svolta – la via per giungere ad un aggiornamento della Chiesa. Nella trasmissione di oggi con lo storico Daniele Menozzi, ordinario di Storia contemporanea alla Normale di Pisa, autore di vari saggi sul pontificato di Roncalli, che commenterà alcuni documenti tratti dagli archivi della nostra radio, approfondiremo la figura di un pontefice che, sospeso tra tradizione e innovazione, ha cambiato la storia.

Rete Due

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