giovedì, 17 settembre 2009 ore 14:20 (UTC+1)

Tacchi pazzi

Vertiginose passioni

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(foto Keystone)

Feticci di femminilità consumistica, sono i veri protagonisti delle ultime serie televisive di successo, gli si dedicano addirittura primissimi piani nelle sigle iniziali. Sono proprio loro: i tacchi che, sempre più arditi e vertiginosi, la fanno da padrone ormai un po’ ovunque e dalle passerelle delle sfilate sono scesi a conquistare a grandi passi le nostre - più o meno aggraziate - falcate femminili.

Sono tacchi alti quando non anche vertiginosi: tendenzialmente a stiletto, specie quando sono a stelle e strisce, in ossequio alla griffe di gran tendenza che li ha rilanciati con la complicità di star hollywoodiane, ma non mancano anche i tacchi pieni e le zeppe, che hanno sottolineato l’estate femminile più fashion.

Se “le gambe delle donne sono il compasso che misura il mondo” come diceva François Truffaut i tacchi alti rappresentano la loro glorificazione massima, l’esaltazione estatica. Ad una condizione però, si convenga, che chi li indossa sia consenziente e soprattutto sia in grado di gestirli.
Capita nella nostra quotidiana esistenza - tra impegni privati e di lavoro - di incrociare falcate sgraziate e ineleganti di ragazze e signore costrette su vertiginosi trampoli a gestire con difficoltà andature e percorsi improbabili.

Non c’è nulla da fare i tacchi bisogna saperli portare, pena cadute rovinose: reali e di stile. Ma non solo, bisogna pure poterli portare: non sempre è consigliabile indossare calzature in spazi lavorativi condivisi specie dove è richiesto il silenzio. Alle bibliotecarie di turno in sala lettura, si spera assolutamente preclusi, anche se il mercato vanta pure tacchi a “minor rumorosità”.

I sindacati britannici, riuniti in occasione del loro congresso annuale il 15 settembre a Liverpool, sono andati ben oltre affermando che non si dovrebbero mai imporre alle dipendenti sul luogo di lavoro. Nella fattispecie la sindacalista Lorraine Jones ha sottolineato che le principali vittime dei tacchi sono tutte quelle lavoratrici cui è richiesta un’immagine elegante come le commesse e le hostess e che procurano loro danni alla salute: da semplici vesciche, fino a dolori alla schiena e alle articolazioni. La sindacalista ha aggiunto poi che nel Regno Unito due milioni di giornate di lavoro vengono perdute ogni anno a causa dei problemi agli arti inferiori.

Eppure non c’è via di scampo… pure il classico scarponcino invernale nella prossima stagione sale sui tacchi e le maggiori industrie calzaturiere italiane si sono industriate (appunto) a pensare e disegnare modelli di scarponcino con improbabile tacco e zeppa carrarmato di gomma e para. Delle vere e proprie provocazioni estetiche del design calzaturiero.

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La maratona con i tacchi alti

17.09.2009