Pet therapy in ospedali e case di cura
Sono davvero enormi i benefici della pet tharapy nella cura dei malati, grandi e piccoli. Oggi la terapia che si giova della compagnia degli animali, studiata negli anni ’60 dallo psichiatra infantile Boris Levinson, gode di grande riconoscimento, anche se le sue applicazioni nell’ambito sociosanitario rimangono ancora rare.
Eppure si può dire che il potere curativo degli animali sia antico quanto il mondo. Accogliamo con piacere la recentissima buona notizia che all’ospedale San Martino di Genova, il maggiore della Liguria, si sia deciso che, a partire dal mese prossimo, gli animali da compagnia saranno ammessi in corsia durante le ore di visita ai pazienti ricoverati.
Naturalmente gli amici o familiari dei pazienti accompagnatori degli animali, dovranno chiedere, con almeno 24 ore di anticipo, un permesso che dovrà essere firmato dai medici del reparto. Sarà inoltre indispensabile ottenere l'assenso degli altri pazienti ricoverati nella stessa stanza e - ça va sans dire - gli animali dovranno avere un libretto sanitario che attesti la loro buona salute. In corsia a Genova saranno accolti con favore cani, gatti e anche conigli, non canarini, pappagallini e altri uccelli, in quanto potenziali diffusori di malattie.
Secondo quanto scrive il quotidiano genovese Il Secolo XIX, la direzione sanitaria avrebbe preso la decisione dopo un episodio accaduto nell'ottobre scorso, quando un usciere tentò - inutilmente - di bloccare un visitatore che voleva portare ad un'ammalata terminale il suo cagnolino per un ultimo saluto. In seguito all'accaduto il direttore sanitario ha così studiato la questione ed ha stilato una bozza di regolamento, nel quale si ricorda che la pet therapy è ormai riconosciuta anche a livello scientifico.
In Svizzera di recente si è tornato a riflettere di pet therapy nelle case di riposo per anziani, come testimonia il servizio del TG del 26 novembre scorso.
In Ticino sono molte le esperienze di utilizzo della pet therapy in scuole speciali. Tra le più interessanti quella di Cristina Cavadini, raccontata da un servizio de Il Quotidiano e quella, tutta da leggere (pubblicata nel 2004 sulla rivista pedagogica didattica "Scuola ticinese") e da guardare (nel servizio qui allegato di Etabeta) di Mauro Taglioni, per capire come un cane in una classe si possa trasformare in un eccezionale mediatore emozionale.
Il Quotidiano, 06.06.2008 -
L'esperienza in Ticino di Cristina Cavadini.