venerdì, 04 dicembre 2009 ore 14:45 (UTC+1)

Naturalmente!

Nel verde diventiamo migliori

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(foto Tipress)

Il nostro confrontarci con il mondo naturale ha effetto non solo sul nostro umore, ma anche sul nostro modo di pensare e vedere la vita e rapportarci con il mondo che sta attorno a noi. 
Ne eravamo già convinti, ma a confermarcelo giungono ora una serie di esperimenti condotti da Netta Weinstein, Andrew Przybylski e Richard Ryan della University of Rochester, i cui risultati sono apparsi sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin.
Immergersi nella natura, trascorrere per esempio un week end in un'oasi naturale, cambia i nostri valori, modifica ciò che riteniamo importante nella nostra vita e influenza le nostre priorità inducendoci a pensare più agli altri che non a noi stessi, più al bene della comunità che non al guadagno personale. Insomma in poche parole: il contatto con la natura ci rende migliori.
La natura, si sa, ha un ascendente favorevole su di noi: sono infatti innumerevoli gli studi che dimostrano che stare in mezzo al verde riduce lo stress e migliora la salute fisica e psicologica. Alcune ricerche hanno dimostrato addirittura che la convalescenza in ospedale dura meno se la struttura nosocomiale è immersa nel verde. La novità di questo studio è che dimostrerebbe che la natura ha effetto non solo sul nostro umore, ma anche sul nostro modo di pensare e vedere la vita e il mondo.

Gli psicologi hanno chiesto a un gruppo di volontari di guardare due serie di immagini: la prima legata a ambienti fatti dall'uomo, la seconda fatta di immagini naturalistiche. Dopo la visione tutti hanno dovuto rispondere a questionari sulle proprie aspirazioni. A tutti è stato chiesto di immergersi nei luoghi mostrati nelle foto. Coloro che si sono immersi nella natura hanno sempre riportato di avere maggiori aspirazioni non materiali, come la ricerca di rapporti profondi e duraturi con le persone, mentre gli altri esprimono aspirazioni più materialiste come il successo finanziario e l'approvazione del prossimo. Le persone immerse nel verde inoltre mostrano di essere più interessate al bene comune. Gli esperti hanno ripetuto l'esperimento in modo più realistico immergendo i volontari in stanze piene di piante e stanze invece prive di richiami al mondo naturale. I risultati sono stati identici, segno che la natura davvero modifica, in meglio, il nostro modo di pensare.

Sul rapporto benefico tra salute psicologica e contatto con la natura si è occupata Laura Rangoni nel volume Garden therapy (Xenia, 2002) e Pia Pera autrice del libro L'orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano (ristampato per Tea nel 2007). Vi ripropioniamo qui l'incontro con le autrici che raccontano ai microfoni di Millevoci come si può trarre giovamento dal rapporto con uno spazio verde.

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La garden therapy

Tipi, 06.11.2003 - In giardino non si è mai soli. Laura Rangoni, autrice del libro "La garden therapy" (Xenia, 2002) e Pia Pera autrice del libro "L'orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano" (Tea, 2007).