martedì, 02 febbraio 2010 ore 12:06 (UTC+1)

Gli incubi mettono ansia

I brutti sogni non fungono da sfogo dello stress

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Johann Heinrich Füssli, L'incubo abbandona il giaciglio di due fanciulle dormienti,1793

Gli incubi non sono così benigni come si è portati a pensare per una sorta di credenza popolare, anzi aumentano l'ansia. Uno studio smonta la tesi secondo cui i brutti sogni siano una forma di sfogo dello stress e delle preoccupazioni che ci accompagnano durante il giorno. Infatti piuttosto che allentare le tensioni, gli incubi sembrano amplificarle.
A smontare la teoria degli incubi benigni è uno studio su quasi 700 ragazzi dai 12 ai 19 anni condotto da Jan Roberts insieme con colleghi dell'Università di Sydney e pubblicato sulla rivista Dreaming. Secondo gli esperti, più forte è lo stress associato agli incubi, più forte è lo stato d'ansia della persona quando è sveglia. La tesi di molti neurologi è che gli incubi siano benigni, cioè servono per allentare le tensioni rispetto a questioni della vita che ci preoccupano o ci inducono stress. Eppure gli scienziati australiani hanno visto il contrario: più i ragazzi dichiaravano di sperimentare incubi e di provare fastidio da questo tormento notturno, maggiore risultava essere il loro stato di ansia generale. Gli incubi, dunque, possono mettere ansia piuttosto che essere d'aiuto, concludono i neurologi.

Molte le sfacettature dell'ansia, una di queste è al centro del romanzo di Rossella Canevari, autrice di No panic, un romanzo terapeutico sugli attaacchi di panico, sulla loro origine e sulla strada giusta per liberarsene. Rossella Canevari è stata ospite di Rossana Maspero a Millevoci, una trasmissione che potete riascoltare su questa pagina.

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No panic

Millevoci, 19.02.2010 - "No panic" è un romanzo terapeutico che facendo luce sui meccanismi aiuta a liberarci dallo scomodo compagno chiamato panico, pubblicato da Newton Compton ne è autrice Rossella Canevari.