L'uomo senza inconscio
Millevoci -TIPI, 17.03.2010 -
A cura di Mirella Salati
Un saggio dello psicanlista Massimo Recalcati
(foto Keystone)
Chi è l'uomo senza inconscio che percorre le strade del mondo e che, pur soffrendo, non riesce piu' a riconnettersi con se stesso e con il proprio mondo interno? Perché oggi le malattie della psiche sono cambiate? E in che modo sono cambiate? E' ancora possibile continuare a curare l'anima dell'uomo e, quindi, l'anima del mondo?
Ne ha parlato a Rete Uno Mariella Salati, suo ospite lo psicanalista Massimo Recalcati, autore del saggio L'uomo senza inconscio, figure della nuova clinica psicoanalitica (Raffaello Cortina, 2010).
Massimo Recalcati si è occupato per molti anni, all'interno del panorama psicoanalitico italiano, della clinica dei disturbi del comportamento alimentare ed ha poi allargato l’indagine iniziata sull’anoressia e la bulimia anche agli altri sintomi con cui il disagio soggettivo si manifesta nella nostra contemporaneità. La tesi esposta in questo suo ultimo saggio è che nelle più diffuse psicopatologie del disagio contemporaneo della civiltà il soggetto dell'inconscio, cioè il soggetto del desiderio, non sia più il protagonista della scena. Ha rilevato che piuttosto, al centro della nuova clinica, c'è la difficoltà soggettiva di accedere al desiderio, l'apatia, il vuoto, la morte del desiderio.
Millevoci -TIPI, 17.03.2010 -
A cura di Mirella Salati