(foto Keystone)
Sono sempre di più i temi con i quali i genitori di oggi si devono, volenti o nolenti, confrontare: l'ultimo, in ordine di tempo, la distribuzione di minipreservativi ai ragazzi tra i 12 e i 14 anni, un'iniziativa che sta suscitando perplessità, scalpore e parecchie critiche. C'è chi si è indignato e si inquieta e chi, invece, la prende per una furba provocazione alla quale non dare molto peso. In ogni caso questa campagna per il miniprofilattico agli Under 12 merita un doveroso e serio approfondimento poiché riporta alla ribalta l'educazione sessuale agli adolescenti. Secondo Aiuto AIDS svizzero questa presunta emergenza è stata sollevata da uno studio promosso dalla Commissione federale per l'infanzia e la gioventù secondo il quale durante i rapporti sessuali i ragazzi tra i 12 e i 14 anni non si proteggono abbastanza.
Siamo o saremmo dunque di fronte ad una delle svariate emergenze o sfide educative? Come reagire come genitori e come educatori? Quali modelli si devono proporre ai giovani e quale deve essere l'approccio più adeguato e costruttivo per aiutare i giovani a scoprire e ad esplorare la loro identità sessuale maschile e femminile? È opportuna la distribuzione di minipreservativi? Il modello di sessualità basato unicamente sulla prevenzione tecnica non rischia di disorientare e di destabilizzare la maggior parte degli adolescenti che non ha ancora avuto dei rapporti sessuali? E le nostre autorità scolastische cosa pensano in proposito?
A queste e ad altre domande hanno risposto Davide De Lorenzi, Nadia Ghisolfi, Francesco Vanetta, Stelio Righenzi e Vittorio Degli Antoni nell'edizione di Millevoci di venerdì 12 marzo 2010, realizzata e condotta da Antonio Bolzani.
Su questa scheda è anche possibile fruire delle edizioni di Modem (a cura di Chiara Camponovo) e Contesto (a cura di Alain Melchionda) che si sono occupate dell'argomento.