venerdì, 16 gennaio 2009 ore 14:03 (UTC+1)

Australia

Via col vento aussie con denuncia sociale

In sintesi

  • Un cast importante
  • Una storia che mescola amore, avventura e scoperta
  • Il punto debole è la sceneggiatura

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di Monica Bonetti

© 2008 20th Century Fox Film Corporation. All Rights Reserved wrtik eri sei

© 2008 20th Century Fox Film Corporation. All Rights Reserved

Un film di Baz Luhrmann. Con Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham, Bryan Brown, Bruce Spence.  Drammatico, durata 165 min. - USA, Australia 2008. - 20th Century Fox data uscita 16/01/2009

Cast stellare - - Una romantica storia d’amore, paesaggi mozzafiato (splendidamente fotografati…), due attori bellissimi, il ritorno di un regista estremamente dotato che lavora relativamente poco e che torna al cinema dopo sette anni (tanti sono quelli trascorsi dall’uscita di Moulin Rouge).
Ce n’era sicuramente abbastanza per giustificare la grande attesa suscitata da Australia, kolossal epico-avventuroso da 130 milioni di dollari sborsati in parte anche dal governo australiano che ha creduto fortemente nel progetto di Luhrmann e nella sua capacità di promuovere la conoscenza e dell’Australia e soprattutto la curiosità nei confronti del paese.
A promuovere il suo paese d’altronde Luhrmann non è solo perché australiani sono anche i due protagonisti Nicole Kidman (bravissima!) e Hugh Jackman (sexy sì, ma un po’ monoespressivo).

Una storia d'amore, d'avventura e di scoperta - - Poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, l’aristocratica inglese Lady Sarah Ashley (Kidman) arriva in Australia per prendere possesso del ranch ereditato da suo marito. Lì si innamorerà di un rude mandriano (Jackman) con l’aiuto del quale condurrà tutti i suoi 2000 capi di bestiame per miglialia di chilometri verso nord attraverso il selvaggio e impervio Outback australiano. Un imponente paesaggio in cui la donna scoprirà l'amore materno per un ragazzino mezzosangue (il film parla anche di un argomento scottante come le cosiddette 'generazioni rubate', i bambini nati da unioni di coppie miste tra caucasici e aborigeni e sottratti alle famiglie per crescerli in appositi centri) e quello per un uomo completamente diverso da lei, un mandriano sexy e selvaggio che l'accompagnerà nel viaggio più straordinario della sua vita.

Mescolanza di generi - - Una storia d’amore dunque, ma anche d’avventura, di guerra e di cow-boys secondo quella mescolanza di generi e linguaggi che tanto piace a Lurhmann e in cui peraltro il regista eccelle. Una storia che Hollywood ha certo già raccontato, ma di questo l’intero cast proprio non si è preoccupato. Non sono forse state tutte già raccontate le storie? Non è forse proprio la citazione uno dei divertissement che nei casi migliori diventa addirittura un valore aggiunto? Non è certo per caso che il film si apre e si chiude con le parole del piccolo aborigeno e che l’intera vicenda è narrata attraverso i suoi occhi di testimone della magia dell’oralità, del “canto” tribale.
Ma per quanto questo escamotage sia brillante, il gioco che al regista riusciva benissimo in Moulin Rouge non è altrettanto azzeccato in Australia.

Una sceneggiatura non all'altezza - - Colpa di una sceneggiatura che non è allo stesso livello di fotografia, regia e interpreti, innanzitutto. Così le scene, come quella del ballo, che più da vicino ricordano Via col vento (l’epico film a cui dichiaratamente Luhrmann si è ispirato) più che una citazione sembrano un pallido scimmiottamento.
Un peccato che il pubblico americano non sembra aver perdonato, punendo per il momento il film con incassi non all’altezza delle attese. Un peccato perché, con un’accoppiata Kidman/Luhrmann così in forma e un tema scottante e poco trattato come quello dei piccoli aborigeni sottratti alle loro famiglie e alla loro cultura, inevitabilmente si rimpiange quello che lo schermo avrebbe potuto regalarci di indimenticabile.

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Il trailer del film in italiano

16.01.2009

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La recensione di Gino Buscaglia

16.01.2009

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