La recensione di Paolo Guglielmoni
Buio in sala, Rete Tre, 23.12.2008 -
Un detective con la passione della scienza che somiglia al Dr. House
(foto © 2009 Warner Bros. Ent. All Rights Reserved)
Un film di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams, Mark Strong, Kelly Reilly.
Azione, Ratings: Kids+13, - 140 minuti - USA, Gran Bretagna, Australia 2009 - Warner Bros - Uscita nella Svizzera italiana venerdì 25 dicembre 2009
Sono tre le cose che colpiscono nel Sherlock Holmes di Guy Ritchie: azione, azione e poi ancora azione!
D’altronde è vero che l’amico di sempre, il fratello spirituale (nonché suo biografo nella veste di alter ego di sir Arthur Conan Doyle), il fidato Watson lo aveva descritto con queste parole, «il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un'aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell'uomo d'azione» e questo quando Sherlock Holmes ancora era nella culla della sua lunga vita letteraria vale a dire in Uno studio in rosso dove appare per la prima volta.
Da qui a farlo diventare una sorta di super eroe da fumetto capace di battere omaccioni grossi il triplo di lui con le abilità logiche e deduttive che gli conosciamo ce ne corre… ma d’altronde non è la fedeltà all’opera letteraria a decretare il valore o il successo di una pellicola.
Limitiamoci quindi ai meccanismi del film, che funzionano, funzionano eccome per tutti i suoi 140 minuti di durata e anche oltre: il rimando a un prossimo episodio non è minimamente velato e a decretarne la fattibilità manca solo il responso del botteghino. Ma è da facili profeti prevedere che al pubblico piacerà molto l’accoppiata Robert downey Jr./Jude Law, perfettamente assortita e bilanciata nel gettarsi a capofitto in un indagine in cui si mescolano massoneria, magia nera e satanismo (e se non è un omaggio questo al gusto di Conan Doyle per la letteratura del terrore e del mistero…) e in cui a rivaleggiare in arguzia con le loro menti brillanti ci sono solo i dialoghi altrettanto pungenti e in perfetto stile british (o almeno in quello che ne è la più fedele interpretazione hollywoodiana).
Insomma Sherlock Holmes assomiglia qui certo di più al Dottor House (la cui discendenza dall’investigatore con la pipa è peraltro riconosciuta) o ai protagonisti dei telefilm americani di ultima generazione che hanno cambiato il nostro rapporto con le indagine e il linguaggio cinematografico e televisivo per raccontarle, ma è un personaggio che regge benissimo e, chissà?, forse a qualcuno farà venire voglia di conoscere l’originale nelle pagine scritte da Conan Doyle più di un secolo fa.
TM and © 2010 Warner Bros, 18.12.2009 -
Buio in sala, Rete Tre, 23.12.2008 -