Dalla Russia a Parigi in cerca di armonia e riscatto
(foto © 2009 - Les Productions du Trésor )
Un film di Radu Mihaileanu. Con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, François Berléand, Miou-Miou, Valeri Barinov
Titolo originale Le concert Commedia, durata 120 min - Francia, Italia, Romania, Belgio 2009 - Frenetic Films - Uscita nelal Svizzera italiana venerdì 5 febbraio 2010
Il meccanismo in fondo non è molto diverso da quello di Train de vie, il film che ha reso celebre Radu Mihaileanu: là un gruppo di contadini ebrei che per fuggire alla deportazione si deportano da sé fingendosi nazisti, e attraversano l'Europa a bordo di un finto treno del terzo Reich, qui ex musicisti moscoviti epurati all'epoca di Brežnev e ridotti per sopravvivere nella nuova Russia ai lavori più umili e umilianti. Fino a quando l'ex direttore d'orchestra del Bolshoi Andreï Filipov, licenziato per essersi rifiutato di separarsi dai suoi musicisti ebrei e ora al pari dei suoi musicisti decaduto a uomo delle pulizie del teatro, intercetta casualmente l'invito indirizzato all’orchestra ufficiale per suonare a Parigi, e decide di prendersi la sua rivalsa riunendo i vecchi amici e spacciandoli per la prestigiosa orchestra.
Il gioco degli equivoci è così allestito: tra trombettisti ebrei dediti al contrabbando, violinisti gitani abili nel falsificare documenti almeno quanto nell'inventare impossibili diteggiature per virtuosistici arpeggi, e oligarchi melomani che invece di comprarsi una squadra di calcio investono in un'orchestra per il piacere di poterne fare parte.
Un' umanità varia e variegata che popola di sketch divertenti la commedia di Radu Mihaileanu rendendola però una galleria di macchiette più che l’affresco di una società (la Russia dei giorni nostri) e di un mondo (quello della musica e dei concerti) tragici e comici al tempo stesso. Ci si diverte, si sorride e si ride apertamente, si gustano le farsesche parodie degli oligarchi russi e della loro esagerata ricchezza, come quelle dei nostalgici ex-comunisti... Però non ci si commuove mai, neppure quando viene svelata la vera ragione per cui Andreï ha voluto suonare a Parigi con una giovane e talentuosa violinista francese dalle origini misteriose. Perché la poesia e la misura del film che ha reso celebre Mihaileanu sono assenti dal Concerto, smarriti nel profluvio di parole e di accenti russi su cui il doppiaggio italiano si è divertito a premere ulteriormente l’acceleratore.
Frenetic films, 05.02.2010 -
Ciak, Rete Uno, 05.02.2010 -