giovedì, 22 luglio 2010 ore 13:18 (UTC+1)

Un giorno nella vita...

Nasce sulla rete il primo film interplanetario

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di Monica Bonetti

Ogni giorno migliaia di persone guardano e caricano video in YouTube. Filmati estratti da film o dalla TV, riprese casalinghe con la webcam, con videocamere amatoriali o con i telefonini, che circolano nella rete diffondendosi da un social network all'altro. Una dimensione che fa così parte del nostro immaginario da aver confuso una brava giovane scrittrice come Silvia Avallone che nel celebrato Acciaio ambientato nell'estate 2001 fa dire a uno dei suoi personaggi: «Dai riprendimi: così poi lo mettiamo su YouTube».

Un giorno nella vita del mondo - In realtà YouTube è nato solo nel 2005 e proprio per celebrarne il quinto compleanno la Scott Free - la casa di produzione di Ridley Scott - ha avviato il progetto Life in a day.
Sulla carta un progetto semplice: chiunque in possesso di una videocamera e di una connessione internet è invitato a filmare momenti della propria vita e a metterli on line. Davvero poche le condizioni poste dai «produttori»: effettuare le riprese il 24 luglio, caricarle entro la settimana seguente (31 luglio), e fornire i particolari e le sfumature delle proprie vite. Nessuna sceneggiatura, nessun tema vincolante, nessun limite di durata... giusto qualche consiglio (che potete trovare nei video linkati nella sezione Guarda) e la richiesta di inserire un gesto comune come verificare cosa si trova nelle nostre tasche, per aiutare chi monterà il film a individuare una sorta di fil rouge.

Un'opera collettiva - Il risultato sarà il più grande film collettivo mai realizzato e per confezionarlo Ridley Scott ha chiamato Kevin Macdonald (il regista di L'ultimo re di Scozia) coautore del progetto. È suo il compito più complicato dell'intero progetto visto che spetterà a lui all'alba del 1. agosto visionare e selezionare il materiale arrivato. Macdonald non nasconde che si aspetta anche delle difficoltà. Una fra tutte sarà quella di dare una forma coerente a linguaggi e codici espressivi potenzialmente molto eterogenei (o perlomeno c'è da augurarsi siano tali, sperando che alla globalizzazione accelerata dal Web non corrisponda l'omologazione dei pensieri e delle forme espressive che vi circolano). Ma ha anche le idee chiare su alcuni punti, nel voler mantenere una sorta di non-narrazione accompagnata da una colonna sonora capace di far ascoltare il suono della rete e che sarà scritta dal compositore inglese legato alle avanguardie Matthew Herbert.

E i copyright? - Il film che risulterà da questa colossale opera di selezione sarà poi proiettato durante il Sundance Festival 2011 e per 20 degli autori dei video prescelti, siano essi i narratori di un'alba a Pechino, una passeggiata a Roma, un bagno sulle spiagge di Bahia o un tramonto africano, ci sarà una passerella collettiva sul red carpet del Festival inventato da Robert Redford. In termini di copyright un premio forse più simbolico che di sostanza, ma i produttori assicurano che chiunque avrà fornito immagini utilizzate sarà accreditato!

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Il commento di Alessandro Bertoglio

Baobab Multimedia, 22.07.2010 - Rete Tre