lunedì, 13 settembre 2010 ore 15:08 (UTC+1)

The American

Un thriller senza azione e senza passione

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di Monica Bonetti

Un film di Anton Corbijn. Con George Clooney, Violante Placido, Thekla Reuten, Paolo Bonacelli, Bruce Altman
Drammatico, durata 105 min - USA 2010 - Ascot Elite - Uscita nella Svizzera italiana venerdì 10 settembre 2010

Un killer solitario esperto nel costruire e utilizzare armi. Una missione finita male e la decisione di cambiare vita. Per farlo il sicario si ritira in un paesino sugli Appennini dove fa amicizia con un sacerdote e si innamora di una giovane prostituta, ma prima di cambiare vita deve portare a termine l'ultimo incarico assegnatogli: costruire un arma estremamente letale.

Il soggetto di The American è così lineare che ancora prima di vederlo in molti lo avevano tacciato di banalità e scarsa originalità. In effetti non è che la storia di un killer tormentato e incerto sul suo futuro fino a incamminarsi sulla via della redenzione sia raccontata per la prima volta…

La sceneggiatura si appoggia su un romanzo di Martin Booth, A Very Private Gentleman (1990) ed è sicuramente molto letteraria se questo significa costruire un thriller in cui le scene d’azione sono quasi completamente assenti, i dialoghi rari e rarefatti e il racconto prosegue più per impressioni e suggestioni che grazie al succedersi di fatti e colpi di scena.

Una scelta che avrebbe certamente il suo fascino se non fosse gravata da un imbarazzante serie di convenzionali luoghi comuni (uno su tutti quello della sordida avventura con la prostituta che si trasforma in storia d’amore) e da un altrettanto lunga lista di ingenuità e incomprensibili incongruenze.

Ad esempio se foste un killer americano braccato in cerca di anonimato e discrezione vi verrebbe forse in mente di rifugiarvi nel centro di un paesino medievale abruzzese (e - badate – non uno di quelli deserti dopo il terremoto!)?
Insomma Jack/Clooney sarà pure un killer in cerca di redenzione ma con tutta l’ignoranza che ostenta per i fondamentali della professione si fatica a credere che abbia mai potuto avere una carriera.

O vi pare che sia plausibile che il prete interpretato da Paolo Bonacelli diventato confidente e amico del killer in incognita sia l’unico ad accorgersi di sparatorie e inseguimenti e soprattutto l’unico ad accorrere al rumore di spari mollando processione, vergine incoronata e fedeli (ma non tre fedeli e per la verità un po’ cresciuti chierichetti) prima di incappare nell’involontariamente comico incontro con il killer/amico?

Con queste premesse a George Clooney non rimane che prestare sguardi cupi e tormentati al suo personaggio che funzionano finché devono esprimere freddezza e diventano invece caricaturali o semplicemente non credibili quando dovrebbero trasmettere i dubbi che lo agitano.

Difficile d’altronde un po' per tutti gli attori dare spessore a una serie di personaggi privi di vita dove l’unico a essere davvero espressivo è il paesaggio abruzzese. L’asprezza delle montagne attorno al Gran Sasso incluse dalla produzione per aiutare l’Abruzzo terremotato (ma anche per sfruttare gli incentivi finanziari disponibili già prima dell’inizio delle riprese) sono ben fotografati dal regista Anton Corbijn, un solo film all’attivo (il rigoroso e stupefacente Control sulla vita del leader dei Joy Division) ma un passato di successo come graphic designer (molte le sue copertine degli album dei Depeche Mode) e autore di videoclip di gruppi rock dai già citati Depeche Mode, ai Coldplay agli U2.

Corbijn ha detto di voler girare un terzo film prima di decidere che genere di regista sarà. Aspetteremo di vederlo prima di stabilire qual è il suo vero valore.

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(Ascot Elite)

Ascot Elite

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Ascot Elite, 10.09.2010 -

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