Dal 22 settembre al 2 ottobre lo Zurich Film Festival
Sean Penn in arrivo a Zurigo il 28 settembre
Dal 22 settembre al 2 ottobre va in scena lo Zurich Film Festival, Festival del cinema di Zurigo, manifestazione ricca e ambiziosa che sta cercando - a colpi di grossi nomi - una sua identità nel panorama culturale nazionale ed internazionale.
Come si ricorderà il giovanissimo festival di Zurigo aveva raggiunto un'insperata notorietà internazionale due anni fa, quando l'arresto di Roman Polanski, giunto per ritirare un premio alla carriera, aveva fatto il giro del mondo. Polanski era stato per mesi ai domiciliari nel nostro paese, in attesa di una decisione sulla richiesta di estradizione americana a seguito di una condanna per lo stupro di una minorenne avvenuto nel 1977. Ne erano seguite polemiche, prese di posizione, battaglie di principio in punta di penna sui giornali, ma alla fine il regista franco-polacco era stato rilasciato.
Oggi, arrivata alla sua settima edizione, la manifestazione zurighese, guidata da Nadja Schildknecht e Karl Spoerri, dà l'impressione di voler ritentare la carta del colpo mediatico, perché uno degli ospiti più attesi, sbandierato alla stampa, è di nuovo Polanski, ormai non più a rischio estradizione negli USA (fa stato la decisione della volta precedente) e quindi richiamato al festival per martedì 27 settembre, giorno in cui finalmente ritirerà il "suo" premio alla carriera.
La scelta rafforza l'impressione di un festival che - partito dall'ambizione di insidiare Locarno e incassata con delusione in gennaio la freddezza dell'Ufficio Federale della Cultura, sezione cinema, che gli aveva confermato senza aumentarlo un contributo di soli 50 mila franchi - si fa forza di ricchissimi contributi da parte degli sponsor privati per perseguire una strada glamour, un po' da jet set, molto legata agli eventi serali e fin qui poco vivace nelle lunghe giornate di proiezioni.
Sul green carpet, il tappeto verde serale, forse verde speranza forse solo voglia di distinguersi dal consueto tappeto rosso degli altri festival, sono attesi numerosi grandi nomi internazionali: oltre a Polanski, il presidente di giuria Lawrence Fishburne, attore notissimo per Matrix e CSI, presente questa sera per l'inquietante film inaugurale Contagion di Steven Soderbergh (in cui interpreta un funzionario governativo che cerca di battere un temibile virus killer) e poi domenica 25 e mercoledì 28 settembre due star di livello assoluto come Jeremy Irons (presente con Margin Call, film sugli intrighi della finanza visto in concorso a Berlino) e Sean Penn (onorato con un premio), sabato primo ottobre per la cerimonia di premiazione Paul Haggis (sceneggiatore di Eastwood e regista di ottimi film come Crash e Nella valle di Elah) e Alejandro Gonzales Inarritu (Amores Perros, 21 grammi, Babel, Biutiful), onorato con una retrospettiva. Ad accompagnarli non mancherà il nutrito vippame locale pronto a sfilare sul tappeto.
Come è stato fatto notare, più che di festival forse sarebbe il caso di parlare di festa del cinema, che sembra stare a Locarno un po' come l'altrettanto giovane Roma Film Fest (ora per la verità rinominato Festival internazionale del film di Roma) sta alla blasonata ed antica Mostra di Venezia.
Zurigo per quanto riguarda nomi ed eventi mette in campo l'artiglieria pesante e dimostra di poter proporre numerosi spunti d'interesse, o perlomeno momenti glam da ricordare. Deve ora dimostrare di avere una via da percorrere per consolidare il resto del programma e trovare così una sua vera identità, la direzione in cui sparare i colpi.