martedì, 27 settembre 2011 ore 16:00 (UTC+1)

Polanski sul tappeto verde

Al Festival di Zurigo per ricevere il premio negato nel 2009 a causa dell'arresto

In sintesi

  • Festival di Zurigo
  • Polanski sul tappeto verde
  • Martedì 27 settembre
  • Ritira il premio negato nel 2009
  • Un documentario misterioso ad accompagnarlo

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di Marco Zucchi

Il regista franco-polacco Roman Polanski

Questa sera al Zurich Film Festival dovrebbe andare in scena il momento in cui si chiude un cerchio. Roman Polanski percorrerà il green carpet, il tappeto verde steso dagli organizzatori con ambizioni glamour davanti al Kino Corso a Bellevue, dove ritirerà quel premio che due anni fa gli fu negato a causa dell’arresto, con susseguente periodo trascorso ai domiciliari, arresto che faceva seguito ad un mandato internazionale della giustizia californiana per lo stupro di una minorenne avvenuto ormai 34 anni fa, nel 1977.

Nella reclusione dorata del suo chalet di Gstaad, Polanski aveva poi concepito il film L’uomo nell’ombra, in cui gettava dubbi sinistri sull’operato di un immaginario statista inglese molto simile a Tony Blair. E una volta liberato, dopo la decisione elvetica di non estradarlo in America, si è messo a lavorare con la scrittrice francese Yasmina Reza per realizzare la trasposizione della pièce Le dieu du carnage, divenuta il recente ritratto acidissimo delle nevrosi dell’occidente opulento Carnage, in concorso a Venezia e ora nelle sale.

Una decina di giorni fa gli organizzatori di Zurigo, non senza una certa scaltrezza comunicativa, hanno annunciato di avere deciso di richiamarlo per – diciamo così – risarcirlo del disturbo precedente, e la notizia è subito rimbalzata con grande risalto sui maggiori media internazionali e americani, dal New York Times allo specialistico Variety.

L’attesa ora è duplice: intorno al tappeto verde della opulenta e garbata Zurigo festivaliera ci saranno voci discordi, come quelle dei movimenti d’opinione che si alzarono due anni fa per sottolineare che la legge è – o dovrebbe – essere uguale per tutti, apprezzati uomini di cultura compresi? E poi: è lecito pensare che il fantomatico film a sorpresa annunciato dagli organizzatori per la serata – pare di capire un documentario inedito, forse firmato dallo stesso Polanski – svelerà qualcosa di interessante sull’argomento?

Nell’attesa, anche se gli organizzatori hanno ribadito che a Zurigo il regista  non rilascerà dichiarazioni, Polanski ha parlato dalla sua casa nell’Oberland bernese in un’intervista al telegiornale TSR, in cui ha detto che “questo modo di ricevere il premio è come dire meglio tardi che mai. È anche un modo di ringraziare chi mi ha sostenuto in questo periodo difficile”.