mercoledì, 19 maggio 2010 ore 21:51 (UTC+1)

Se la giustizia non celebra i processi ci pensa il cinema

Incontro con Jean-Stéphane Bron autore di «Cleveland versus Wall Street»

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di Monica Bonetti

Il regista alla conferenza stampa

Ad aver sorpreso nel film del romando Jean-Stépane Bron è soprattutto la struttura del film. Per raccontare le malefatte di Wall Street e le responsabilità dell’alta finanza nella vicenda dei sub-prime che ha ridotto sul lastrico e senza casa moltissime persone negli Stati Uniti e a Cleveland in particolare, Bron ha infatti costruito una docufiction in cui viene celebrato un finto processo intentato dalla città di Cleveland contro 21 Banche di Wall Street ritenute responsabili delle confische immobiliari.

Bron è l’autore di Mais in Bundeshuus, che qualche anno fa era riuscito a raccontare in maniera avvincente la politica svizzera attraverso l’iter procedurale dell’approvazione di una legge in parlamento.

Per questo film voleva documentare in modo in parte analogo l’iter giudiziario di una vicenda politica ed economica e, come racconta nell’intervista a Cristina Trezzini (che vi proponiamo nella versione integrale e nella lingua originale francese), aveva inizialmente cominciato a lavorare sul progetto di filmare il processo. Un lavoro complesso che per di più si trascinava per le lunghe tanto da indurre il regista a chiedere all’avvocato incaricato dell’accusa se pensava che il processo si sarebbe mai celebrato e nell’incertezza dei rinvii a optare per inscenarne uno finto in cui però tutto il contesto è vero: dai testimoni (scelti da Bron tra coloro che aveva intervistato nel lavoro preparatorio) all'avvocato che ha intentato la causa e che per ora ha potuto accontentarsi di presentare le sue ragioni solo nel finto tribunale del regista losannese.

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La locandina del film

La locandina del film

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