martedì, 19 maggio 2009 ore 17:17 (UTC+1)

Jacques Audiard: profeta in patria

Intervista al regista francese di Un prophète

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E’ colui che a metà Festival con il suo Un prophète, i critici accreditano come il più valido candidato alla Palma d’oro. Jacques Audiard ha esordito alla regia di lungometraggi cinematografici nel 1994, dopo una lunga e fortunata carriera da sceneggiatore.

Il suo film d’esordio Regarde les hommes tomber è un noir sul set del quale Audiard affianca a una delle glorie del cinema francese come Jean Louis Trintignant un giovane leone come Mathieu Kassovitz. Il thriller è un genere a cui Audiard torna spesso e che gli porta fortuna: Sur mes lèvres, intrigante thriller d'autore magistralmente interpretato dalla coppia Vincent Cassel-Emmanuelle Devos, vince nel 2002 3 Césars (gli oscar francesi)in un anno che vede in gara colossi come Il favoloso mondo di Amélie e Il Pianista. Nel 2006 sono addirittura 8 le statuette conquistate dal nuovo film di Audiard De battre mon cœur s'est arrêté.

Nell’intervista concessa a Cannes all’inviato RSI Daniel Hürlimann, Audiard racconta il lungo lavoro sulla sceneggiatura di Un prophète e soprattutto quello con gli attori, scelti, come in tutti gli altri suoi film, con una cura quasi maniacale, un attenzione spasmodica anche al rapporto di forze e alle siergie che si creano tra elementi diversi del cast.
Si esprime infine – e come poteva essere altrimenti? – sull’ambientazione del film, quella prigione metafora della vita in cui i giochi di potere si delineano e permeano i rapporti tra gli individui.

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Il cast del film

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