lunedì, 10 maggio 2010 ore 16:40 (UTC+1)

Cannes 2010: un anno di crisi?

Sulla Croisette alla vigilia del Festival internazionale del Film l'umore non é dei migliori

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di Cristina Trezzini

Un debutto tra folclore e rivisitazione - Ce la farà il brigante piu' simpatico della storia, il leggendario Robin Hood a risollevare il morale del mondo del cinema? Non avendo un'arma 3D per il debutto, il Festival di Cannes apre la rassegna armandosi di arco e di frecce.
Anche se ad impugnarle é il ruvido ed amatissimo Russel Crowe, diretto per la quarta volta da Ridley Scott, sono in molti a chiedersi qual é il senso dell'operazione. Cosa ci sarà di nuovo da raccontare quando persino la Disney ne ha fatto una versione animata?

Bisogno di quel tipo di eroe - Personalmente, pur avendo amato tantissimo la versione romantica e molto politicamente corretta di Kevin Costner, quella ridanciana e muscolosa di Erroll Flynn e persino (grazie alla retrospettiva Allan Dwan del Festival di Locarno) quella muta di Douglas Fairbanks, attendo con curiosità quest'ultima. C'é tanto bisogno di eroi che combattono per la giustizia e per nobili cause!

Missione difficile - Mai come quest'anno la missione di Thierry Frémaux e Gilles Jacob (Direttore e Presidente del FIF) è sembrata difficile. Solo diciotto i film selezionati per il concorso con alcuni habitués (Mike Leigh, Abbas Kiarostami, Alejandro Gonzales Inarritu, Takeshi Kitano), tre francesi (Bertrand Tavernier, Xavier Beauvois, Mathieu Amalric) , un solo statunitense (Doug Liman) e un solo italiano (Daniele Luchetti).
Diversi asiatici e qualche new entry come ad esempio il Tchad.

Godard il decano degli svizzeri - Per fortuna che abbiamo JLG, che anche nell'anno del suo ottantesimo compleanno non ha perso Un certain regard e nemmeno lo spirito militante. A segnare i suoi oltre cinquant'anni di carriera, esplosa nel 1959 con A bout de souffle, l'ultimo blindatissimo lavoro di cui si sa molto poco piu' del titolo Film Socialisme.

Un po' di Svizzera italiana - Alla Quinzaine des realisateurs con Le quattro volte di Michelangelo Frammartino (nato a Milano e di origini calabresi) coprodotto da RSI e Ventura Film. Una docu-fiction sulla natura e sull'anima, un originale viaggio attraverso quattro esistenze: l'uomo, l'animale, la vegetazione, la polvere.

Sul tappeto rosso… Barbie - Per sopperire la mancanza di star, ecco la soluzione, ci sarà la bambola Barbie a festeggiare i suoi cinquant'anni. Rigorosamente in abito da sera e con le nuove scarpine create appositamente per lei da uno stilista, Louboutin, molto amato dalle dive.

Meglio dell'ONU - Per quanto riguarda il sito del Festival, ormai accessibile in otto lingue (tra cui l'arabo, il russo e il cinese), due in piu' di quello delle Nazioni Unite.
Il potenziale pubblico di lettori è quindi pari a quasi metà della popolazione mondiale!
Italofoni astenersi se non poliglotti, inutile cercare la nostra lingua, non c'é.