Aspettando Godard un week-end molto rossocrociato
Una scena del film di Godard
Una volta di più il cinema rossocrociato ha dovuto a Cannes rinunciare alla grande scena del concorso internazionale, ma alla vigilia della presentazione del film del franco svizzero Jean-Luc Godard Film socialisme in programma lunedì nella sezione Un Certain Regard, il cinema di casa nostra si è comunque preso le sue belle rivincite nel fine settimana grazie a due film presentati entrambi nella Quinzaine des réalisateurs.
Un altro film per il filone finanziario -
Il primo è la docu-fiction Cleveland versus Wall Street del losannese Jean-Stéphane Bron, il regista di Mais in Bundeshuus, e si inserisce in un vero e proprio filone a Cannes dove la crisi finanziaria e Wall Street, oltre che nel film di Bron e di quello di Oliver Stone, sono i primo piano in Inside Job il bel documentario di Charles Ferguson.
Bron ha inscenato un finto processo che sostituisce quello vero intentato da un avvocato di Cleveland contro 21 banche di Wall Street reputate responsabili delle confische immobiliari che hanno devastato la città, un processo mai celebrato perché rimandato all’infinito dai ricorsi dei 150 avvocati delle banche.
«Sono pochi ad aver capito veramente questa storia dei subprime. La mia intenzione era di renderla comprensibile», ha spiegato Jean-Stéphane Bron, il quale ha anche colto «l’occasione per rivisitare il genere processuale, in cui in maniera molto classica si affrontano le forze del Bene e del Male».
Il film di Bron ha avuto applausi lunghi e convintissimi e la sua doppia scommessa è stata vinta brillantemente perché il documentario, che procede quasi come un thriller, avvince fino al verdetto finale e la narrazione cinematografica resta in perfetto equilibrio grazie alle brevi interviste e alle bellissime inquadrature di Cleveland sotto la neve.
Le quattro volte di Frammartino -
Applausi convinti anche per Le quattro volte di Michelangelo Framartino, un film battente bandiera italo-tedesco-rossocrociata, coprodotto dalla Ventura Film di Meride e dalla RSI.
Il film di Frammartino è praticamente senza parole. Non una narrazione definita, ma un viaggio lirico e ancestrale nel rapporto tra uomo e natura in un piccolissimo villaggio dell’appennino calabrese.
Frammartino ha percorso in lungo e in largo le plaghe più remote della regione dove aveva già ambientato il suo primo film (Il dono), filmando per tre anni cerimonie di cui si è perso il ricordo e rituali dal fascino ancestrale.
Un lavoro che fonda la sua ragion d’essere nel linguaggio cinematografico, come dice il regista milanese: «Il linguaggio è importante quanto lo sviluppo di una tematica forte», a tal punto da tramutare un film non politico in un film politico, «perché metto il pubblico di fronte a una scelta; infatti non lo assecondo con uno stile televisivo o cinematograficamente assimilato. Per questo Le quattro volte può essere considerato un film politico», anche se parla di capre, di un’anziano pastore e la sua religiosità arcaica, di processioni del venerdì santo, alberi della cuccagna, la tradizionale e suggestiva procedura per produrre il carbone di legna.
Non esattamente una pellicola commerciale, ma che ha suscitato un applauso convinto da parte dell’affollatissima sala.
Locarno a Cannes -
La presenza svizzera italiana non si è esaurita con il bel film di Frammartino perché domenica pomeriggio si è svolto il tradizionale cocktail del Festival di Locarno a Cannes. Nessun annuncio o anticipazione relativa alla prossima edizione, ma un’occasione come sempre cruciale di visibilità durante la kermesse che raccoglie il gotha del cinema che conta.
E chissà che grazie al nuovo direttore Olivier Père, che della Quinzaine è proprio l’ex direttore, l’attenzione nei confronti del festival ticinese non trovi nuovi sbocchi.
Telegiornale 20.30, 16.05.2010 -
È stato presentato Cleveland versus Wall Street il nuovo film di Jean-Stéphane Bron, il regista romando di Mais in Bundeshuus
Cronache della Svizzera italiana, 16.05.2010 -
Perché una casa di produzione ticinese, che ha lavorato spesso in progetti internazionali di valore, come Il grande silenzio o i film passati a Cannes di Pedro Costa e Mimmo Calopresti, ha deciso di puntare produttivamente proprio su Frammartino? Ce lo spiega Elda Guidinetti della Ventura film di Meride.