martedì, 18 maggio 2010 ore 11:04 (UTC+1)

Outrage

Il giudizio: Non oltre il discreto

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di Marco Zucchi

Regia di Takeshi Kitano con Takeshi Kitano, Ryo Kase, Kippei Shiina, Tomokazu Miura, Jun Kunimura, Tetta Sugimoto, Renji Ishibashi, Fumiyo Kohinata, Takashi Tsukamoto
Genere Drammatico - produzione Giappone, 2010 - Durata 120 minuti circa

Il discrimine della carriera di Kitano è la sua duplicità onomastica: si firma Takeshi Kitano quando affronta il cinema serio, quello che gli ha dato la fama nei festival europei (ricordiamo il Leone d’oro attribuito a quello che è probabilmente il suo capolavoro: Hana Bi); invece si firma Beat Takeshi (da pronunciare alla giapponese Biuto Takeshi) quando come qui si dedica ai film di genere, al teatro comico d’avanspettacolo oppure alle “ignorantate” tipo Mai dire Banzai che in patria gli hanno assicurato una fama enorme.

Il film presentato a Cannes ritrova le atmosfere Yakuza tanto amate da Kitano in passato. Una serie di mafiosi violentissimi e laidi, pronti al tradimento e al complotto pur di scalare un gradino del potere, si sfidano a colpi di bacchette nelle orecchie, di mutilazioni con il trapano del dentista, di sfregi con taglierini improvvisati o coltelli affilatissimi. Violenza caricaturale, ovviamente, ma senza quel contrappunto di umanità poetica che aveva contraddistinto molte delle opere precedenti. Qui il genere è giocato fino in fondo e Beat Takeshi, con tutto il suo campionario di tic, sembra divertirsi.

Giudizio mitigato dall’ammirazione incondizionata nei confronti di quello che è stato uno dei migliori registi degli ultimi 15 anni, però con rammarico va detto che il film non va oltre il discreto.

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17.05.2010