Il giudizio: Abbastanza buono
Regia di Ken Loach con Mark Womack, John Bishop, Najwa Nimri, Andrea Lowe, Stephen Lord, Trevor Williams, Talib Hamafraj
Genere Drammatico - Produzione Gran Bretagna, 2010 - Durata minuti circa
Un Ken Loach inserito nella competizione all’ultimo minuto e si capisce perché. Degnissimo come sempre, ci mancherebbe, ma meno brillante del solito e anche un po’ schematico nella costruzione.
La vicenda riguarda i contractors britannici in Irak. Si tratta degli ex-militari, spesso gente non troppo raccomandabile, che sono stati assunti da ditte private per garantire la sicurezza delle strade più pericolose del mondo, quelle di un paese in guerra e allo sbando. La Route Irish in questo contesto è il peggio del peggio, perché è la strada che collega l’aeroporto di Baghdad con la Green Zone presidiata da americani e soci. La più rischiosa di tutte, si dice nel film, quella dove è facilissimo trovarsi "nel luogo sbagliato nel momentento sbagliato". E infatti a rimanerci secco è stato Frankie, ex-parà inglese che si era fatto convincere dall’amico Fergus (e da diecimila sterline mensili) a raggiungerlo.
Fergus nel frattempo era tornato a casa, ma alla notizia della morte di Frankie decide di non rassegnarsi. Indaga e scopre gli intrallazzi dell’appaltatore che aveva ingaggiato l’amico. È l’ingresso per lo spettatore nel mondo senza scrupoli dei mercenari, che uccidono con estrema disinvoltura donne e bambini e non pagano mai per le loro azioni. A meno che uno di loro, come Fergus, non decida di vendicarsi.
Il messaggio del rosso Loach è forte e preciso come al solito, ma il film soffre di qualche momento un po’ semplicistico. Alcuni dei personaggi sono tagliati un po’ con l’accetta e salvati solo dalla grande capacità del regista di scovare gli attori e i volti giusti per rendere sempre credibili le sue storie. C’è chi sostiene che Loach sia meno efficace quando cerca di occuparsi di questioni che riguardano altri paesi. Non sono affatto d’accordo, ma qui se ne può parlare.
Giudizio: film abbastanza buono ma un po’ sottotono rispetto al talento dell’autore.
20.05.2010