Il giudizio: Non oltre il discreto
Regia di Doug Liman con Sean Penn, Naomi Watts, Brooke Smith, Michael Kelly, Tim Griffin, Philipp Karner, Iris Bahr
Genere Azione produzione USA, 2010. Durata 104 minuti circa
Naomi Watts è l’agente segreto della CIA Valerie Plame, Sean Penn è suo marito, l’ex-ambasciatore in Africa Joseph Wilson. Sono i protagonisti di quello che dal 2003 in poi è stato rubricato come il Ciagate.
I fatti: il 6 luglio 2003 Wilson pubblica un articolo sul New York Times in cui smentisce il presidente Bush su una possibile compravendita di Uranio tra Saddam e il Niger. Nel Discorso sullo stato dell’Unione Bush aveva detto che gli iracheni erano in procinto di procurarsi il materiale radioattivo; Wilson invece era stato in Niger tempo prima su incarico della CIA e aveva portato a casa un rapporto che smentiva categoricamente l’esistenza di trattative in tal senso. Più avanti verrà confermato che aveva ragione.
Ma intanto Wilson è sposato con la Plame, un’agente della CIA specializzata in controproliferazione nucleare e il 14 luglio il governo americano fa una cosa fino ad allora ritenuta impensabile: consegna il suo nome ad un giornalista del Washington Post e l’identità della donna viene rivelata in un articolo che mette fine alla sua carriera.
Si tratta di un reato ma allora, in tempo di guerra, la vita quotidiana della coppia è messa a dura prova. Sbattuti in piazza come perturbatori della politica bellica del governo, vengono denigrati e diffamati per minarne la credibilità. La Plame, ritiratasi a vita privata, rimane in un rigoroso silenzio rispettando i codici di riservatezza imposti dalla CIA, che pure l’ha gettata via come un calzino. Wilson invece inizia a battersi a colpi di conferenze e ospitate televisive per ristabilire una verità che alla fine verrà sancita nel 2007 da una commissione d’inchiesta. Condannato, ma poi graziato dal presidente Bush grazie ai suoi poteri, il braccio destro del vicepresidente Cheney, Lewis Libby.
Ai giorni nostri la Plame è una bella signora bionda riconosciuta e rispettata. Ha scritto la sua storia in un libro che pare abbia reso parecchio e vedendola salire le marches a braccetto con Naomi Watts non si può non pensare che le due potrebbero essere sorelle.
Eppure, come ci ha detto la Watts in intervista, l'attrice al suo cospetto era impaurita e in soggezione: "Valerie Plame era in un posto chiave, rappresentava una di quelle persone che vegliano sulla sicurezza di un intero paese, l’America. E quando capita ad un’attrice di incontrare gente di questo genere?"
Giudizio: è un film hollywoodiano di quelli che fanno da controcanto al potere. Niente di speciale dal punto di vista formale e anzi forse una storia così è meno adatta di altre ad essere trasposta, perché rispetto ad un Green Zone è quasi priva di action. Però la vicenda è interessantissima: andate a cercare gli articoli che hanno originato il tutto, sui siti del Post e del New York Times, per farvene un’idea. E quindi meritava di essere raccontata. In un modo che non va oltre il discreto e che a molti è parso inadatto per un festival come Cannes, che di prodotti “da multisala” secondo alcuni dovrebbe fare a meno.
20.05.2010