L'opinione di Marco Zucchi
Ciak, Rete Uno, 21.05.2010 -
Il giudizio: Colpo di fulmine (vincitore Migliore sceneggiatura)
Regia di Lee Chang-dong con Yoon Hee-Jeong, Da-wit Lee, Nae-sang Ahn
Genere Drammatico - Produzione Corea del sud, 2010 - Durata 135 minuti circa
L’ho lasciato decantare per qualche giorno, perché mi aveva fatto una grande impressione ma volevo capire se era un entusiasmo momentaneo, dovuto alla mediocrità di quasi tutto il resto, o se si trattava di valori assoluti.
Ci ho riflettuto e secondo me Poetry di Lee Chang-dong è un gran film, il più bello che ho visto a questo festival. Delicato e impietoso, fragile come la protagonista e arido come il suo nipotino adolescente, duro negli snodi narrativi e tenero nella sostanza. Capace di raccontare il senso morale forte di una donna a cui sta svanendo la memoria e che riesce lo stesso a fare la cosa giusta.
Sessantacinque anni, Mija inizia a non ricordare i sostantivi più comuni e una preoccupata dottoressa la manda a fare una tac: Alzheimer allo stato iniziale. La donna vive con il nipote adolescente perché sua figlia, la mamma del ragazzo, lavora lontano, a Pusan. Malgrado la situazione una nuova passione si fa strada nella sua vita: inizia a seguire un corso di poesia per dilettanti e ad annotare su un taccuino – come ha detto l’insegnante – alcune brevi frasi su ciò che sente. Quasi un simbolico atto di resistenza passiva nei confronti della malattia, un voler fissare ciò che pian piano scompare.
Ma contemporaneamente ha anche una grossa preoccupazione: il nipote, con alcuni amici, ha violentato e spinto al suicidio una compagna di scuola. Mentre i genitori degli altri ragazzi premono, in combutta con la scuola e con alcuni poliziotti compiacenti, per risolvere tutto pagando una somma alla madre della ragazza, Mija che si presumerebbe sempre più svampita ha invece la lucidità di interrogarsi.
L’equilibrio narrativo, formale, strutturale con cui Lee Chang-dong riesce a tenere insieme il tutto è a dir poco notevole. E non appassionarsi alle gesta della signora, grazie anche alla bravura dell’attrice Yun Junghee, è impossibile.
Il giudizio, ne sono sempre più convinto, è colpo di fulmine.
20.05.2010
Ciak, Rete Uno, 21.05.2010 -