Il giudizio: Piacevolmente sorprendente
Un film di Aleksei Fedorchenko con Igor Sergeyev, Yuriy Tsurilo, Viktor Sukhorukov, Yulia Aug
Drammatico, durata 75 min - Russia 2010
Una storia paradossale e invernale che ci porta in lande desolate e sconosciute. Siamo nelle terre abitate dai Merya, antica cultura di origine ugro-finnica inglobata dalla Grande Madre Russia fin dal '600. I Merya però hanno tradizioni tutte loro, tutte particolari, che forse vanno perdendosi, ma non per tutti.
Miron e il suo amico Aist compiono il cerimoniale funerario dettato dalle antiche tradizioni. Mettono in macchina il corpo di Tanya, moglie defunta di Miron, e partono verso il lago sacro dove intendono disperdere le ceneri dopo avere arso la salma. È tradizione che sia l'acqua ad accogliere i defunti e così dev'essere anche per lei. Durante il viaggio tra i due amici avviene un altro cerimoniale Merya, chiamato del «fumare», che in realtà consiste nel raccontare le cose più intime legate alla defunta. Tutti i particolari anche sessuali vengono condivisi da Miron con l'amico, e siccome in quel caratteristico cerimoniale è obbligatorio non nascondere nulla, anche Aist racconta le sue intimità con la donna morta. Non è un problema, nelle premesse d'inizio film la voce narrante avava parlato delle condivisioni sentimentali e corporee che contraddistinguono da sempre la cultura Merya. Insomma, cose che succedono, basta non drammatizzare.
Il percorso che l'autore porta avanti, in una dimensione a noi totalmente ignota, risulta quasi mistico, denso di una sorta di religiosità antropologica. La potenza inattuale di una quotidianità simbolica e legata alla terra, all'acqua, alla poesia degli elementi, esce con grande forza nonostante la lentezza, la tranquillità ieratica, la monotonia consapevole di un road movie quasi immobile. Davvero piacevolmente sorprendente.