martedì, 07 settembre 2010 ore 18:24 (UTC+1)

Un Biopic per il bel René

Indignati i parenti delle vittime

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di Marco Zucchi

Il giorno di Vallanzasca al Lido fa discutere, esattamente come previsto, anche in assenza del bandito della Comasina in carne ed ossa. Assenza come si sa dovuta ad un mancato permesso accordato dal giudice.

Renato Vallanzasca, sessant'anni, oggi in carcere per scontare quattro ergastoli (ma da marzo ha ottenuto di uscire durante il giorno per lavorare), era il capo di una banda di malviventi che tra anni '70 e '80 seminò il terrore in Italia. Rapine, sequestri, omicidi, tutti orchestrati dal «bel René», sciupafemmine impenitente e sfrontato bauscia proveniente dalla periferia milanese. Beccato dai carabinieri, fuggì durante un trasferimento navale e venne ricatturato, non prima di aver rilasciato un'intervista pseudo-filosofica a Radio Popolare di Milano.

Tutti fatti che ritroviamo in Vallanzasca - gli angeli del male, il biopic di Michele Placido presentato fuori concorso e preceduto dalle abbondanti proteste del comitato parenti vittime del dovere, di magistrati e istituzioni varie, di semplici osservatori disturbati dalla possibile glorificazione in eroe cinematografico di un personaggio efferato e sanguinario.

Il risultato sullo schermo effettivamente non sfugge a qualche rischio in questa direzione, perché il bravissimo Kim Rossi Stuart che dà volto a Vallanzasca, per l'occasione sfoggiando un caricaturale ma fedele accento da milanese vecchio stampo, dipinge un affresco piuttosto estetizzante. È un Jessie James, un Butch Cassidy, un Dillinger, insomma un bandito dal fascino demoniaco e carismatico, che rischia di piacere fin troppo agli spettatori.

Da questo punto di vista libertà d'espressione, certo, come ha sottolineato Placido in conferenza stampa, ma una cauta presa di distanza dalla materia è necessaria ad una giusta fruizione del film. Che pur confezionato con i crismi della fiction televisiva di lusso, convince e avvince continuando sulla scia tracciata da Placido quando ha messo in immagini la banda della Magliana e Romanzo criminale di De Cataldo. Certo, là i fatti reali erano solo lo spunto, quì nomi luoghi e accadimenti sono ricalcati su quelli veri e questo una differenza deve pur farla.

Mentre Placido alzava ulteriormente i toni del dibattito affermando che in parlamento ci sono persone più efferate di Vallanzasca, a Venezia - Hotel Excelsior - veniva presentata anche l'autobiografia scritta dall'ex-bandito insieme a Leonardo Coen: L'ultima fuga, questo il titolo, è già più avanti rispetto al film appena uscito, perché racconta anche fatti inediti, tra cui un assassinio ammesso da Vallanzasca per la prima volta, quello dell'ex-amico per la pelle Massimo Loi, ucciso a coltellate nel 1981 nel carcere di Novara.

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Michele Placido sul Red Carpet (Reuters)

Michele Placido sul Red Carpet

Reuters

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Una scena dal set

YouTube, 06.09.2010 -