Il giudizio: Godibile ma perdibile
Un film di Mario Martone con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Andrea Renzi
Drammatico, durata 204 min - Italia, Francia, 2010
Noi credevamo che non fosse necessario a tutti i costi un film di tre ore e ventiquattro minuti per raccontare ciò che abbiamo visto.
Noi credevamo che La meglio gioventù fosse un film di Marco Tullio Giordana sulla seconda metà del novecento e noi credevamo che non fosse sufficiente prendere Luigi Lo Cascio per mettere in piedi una meglio gioventù versione risorgimentale.
Noi credevamo che vicende di questo genere (il lungo e difficile processo che portò all'unità d'Italia, i suoi tanti protagonisti) meritassero trattazioni singole e separate, perché mettere tutto insieme genera confusione ed imprecisioni.
Noi credevamo che le frasi declamatorie ad effetto, i sentimentalismi bolsi, l'occhio iniettato del rivoluzionario, fossero tramontati al cinema da parecchio tempo.
Noi credevamo che un grande regista come Mario Martone, capace di capolavori come Morte di un matematico napoletano, non si sarebbe prestato ad operazioni banalizzanti.
Noi credevamo, ma non avevamo fatto i conti con mamma tv e con la sua necessità di linguaggi, estetiche ed etiche totalmente basic.
Dietro a questo film (che racconta sostanzialmente tre personaggi di fantasia ispirati a personaggi reali, sessant'anni di storia italiana dagli anni '20 agli '80 inoltrati dell'800, una serie di figure storiche di primo piano come Mazzini, Crispi e meno direttamente Garibaldi, Cavour, Napoleone terzo, Vittorio Emanuele) c'è infatti la logica comunicativa e commerciale del produttore, che come per molti film italiani è la televisione, in questo caso la RAI.
Ecco allora che il prodotto viene confezionato con tempi e modi adatti ad una probabile fruizione in due puntate in prima serata tv, presumibilmente ad inizio 2011 per festeggiare i 150 anni dall'unificazione del paese. Niente di male e niente di vergognoso, per carità, solo che con questi presupposti Noi credevamo plana nel concorso internazionale come una nave spaziale aliena.
E poi diciamocelo, la Storia è una cosa terribilmente seria, per trattarla adeguatamente serve pazienza, voglia di leggere, di studiare, di capire. Non che il cinema non abbia dato nel tempo il suo egregio contributo, ma questa volta l'impressione è di un grosso pasticcio melodrammatico. Godibile, perché i duecentoquattro minuti passano senza svenimenti o perdite d'attenzione, ma per restare in rima anche perdibile.
YouTube, 06.09.2010 -