Il giudizio: Avvincente
Un film di Takashi Miike con Kôji Yakusho, Yusuke Iseya, Tsuyoshi Ihara, Sosuke Takaoka, Takayuki Yamada
Azione, durata 126 min - Giappone, Gran Bretagna, 2010
Come possono trentacinque minuti ininterrotti di battaglia con le spade giapponesi risultare avvincenti per un pubblico di non patiti del genere? Possono, se dietro ci sono la sorprendente ironia, la maestria, l’afflato epico e gustosamente morale di un regista fuori schema come Takashi Miike.
Lui è quello della trilogia Dead or Alive, non esattamente un’anima candida, però è un eclettico e fa un po’ di tutto. A dimostrarlo qui a Venezia è presente fuori concorso un suo divertente film per bambini, Zebraman. I 13 assassini invece hanno la dimensione del western-affresco di certi duelli alla Mezzogiorno di fuoco. E proprio alla mentalità, alla filosofia del western i film sui samurai si sono sempre avvicinati, spesso precedendone l’estetica (il caso di Kurosawa e dei Sette samurai, poi ripresi nei Magnifici sette, è emblematico).
Qui abbiamo un villaggio che sembra Tombstone, un cattivo che fa impallidire il Gene Hackman degli Spietati, un eroe il cui senso di giustizia è comprensibile soltanto nell’ottica da guerrieri giapponesi fatta di onore prima di tutto. È così che il prode Shinzaemon si risolve ad affrontare il fratello dello shogun Naritsugu, senza paura di perdere la vità perché sa di fare la cosa che va fatta. L’altro è un perverso laido depravato governante, che taglia braccia gambe e lingua ad una serva solo per farne un oggetto di svago. Merita di morire e anzi va ucciso, perché rischia di ascendere al potere con ciò che poi comporterebbe. Vanno in dodici, giudati da Shinzaemon, diventano tredici quando si aggiunge la guida, un uomo delle foreste assurdo e dotato di grandissima ironia, che spernacchia la prosopopea dei samurai ma mena di brutto con la sua fionda. Contro di loro duecento samurai nemici, che giustificano l’oltre mezzora di battaglia nel villaggio. A Tarantino potrebbe piacere, s’è detto, a noi è piaciuto tantissimo.
YouTube, 06.09.2010 -