mercoledì, 31 agosto 2011 ore 09:30 (UTC+1)

Arriva Mister «what else?»

Il film di George Clooney "Le idi di marzo" apre la Biennale mercoledì sera

Leggi

di Marco Zucchi

L'attesa iniziale è tutta per il ritorno di George Clooney. L'anno scorso era in ballottaggio per l'apertura con The American, poi Marco Müller gli preferì Black Swan di Darren Aronofsky (che quest'anno è presidente della giuria). Il bel George, allora ancora accompagnato da Elisabetta Canalis, non arrivò in Laguna. Questa volta - solo e (si presume) felice - invece ci sarà. Apre il festival Le idi di marzo, di cui il divo americano è regista (dopo i più che promettenti Confessioni di una mente pericolosa e Good Night and Good Luck) e anche protagonista nei panni di un controverso candidato presidenziale. Tratto dall’opera teatrale Farragut North di Beau Willimon, promette una riflessione cinica sulla politica. Nelle dichiarazioni d'intenti, Clooney ha detto di aver acquistato i diritti della pièce già qualche anno fa, ma di avere in un primo tempo soprasseduto, perché era il momento della sbornia di ottimismo legata all’elezione di Obama e un film che mettesse alla berlina l'establishement non sembrava attuale. Le premesse sono ottime, con un cast stellare che conta anche Ryan Gosling, Paul Giamatti e Philip Seymour Hoffman.

Le idi di marzo inaugura un’edizione ricca, ricchissima di potenziali spunti d’interesse, quasi esagerata e un po' bulimica, tanto che districarsi nelle concomitanze di programma si preannuncia impresa ardua. Dietro ai numeri ufficiali, che parlano di 22 lungometraggi nel concorso Venezia 68, di ben 19 Fuoriconcorso e di 24 nella sezione Orizzonti - frutto del visionamento di ben 2'511 film proposti - si nasconde il mare magno delle sezioni collaterali, la Retrospettiva Orizzonti dedicata al film di ricerca italiano anni '70, la sezione Controcampo italiano e quelle indipendenti delle Giornate degli autori e della Settimana della critica. Senza contare gli eventi, su tutti il Leone d'oro alla Carriera assegnato a Marco Bellocchio.

I principali quotidiani italiani non hanno recepito in maniera unanime il programma se è vero che Repubblica ha inneggiato al "festival dei divi" e Il Corriere della Sera ha messo l'accento su quello "degli autori". Le due cose effettivamente convivono, con una laguna pronta ad accogliere Aleksandr Sokurov, David Cronenberg, Roman Polanski, Ermanno Olmi, Emanuele Crialese, Steven Soderbergh, Jonathan Demme, Abel Ferrara (peccato non aver visto il suo film a Locarno, in occasione del recente Pardo d'onore) e tanti altri, ma pronto a trovare le prime pagine della stampa mondana con Madonna, Vasco Rossi (che però probabilmente dovrà rinunciare per motivi di salute), Jodie Foster, Kate Winslett, Monica Bellucci, Jude Law, Matt Damon, Gwyneth Paltrow...

Prima però le luci sono tutte per Mister «what else?».

Ascolta

Prima panoramica della Mostra

Ciak, 26.08.2011 - Con Fabio Fumagalli - Rete Uno